• Nome: Simone Angelini e Marco Taddei

Blog: Anubi in the sky with diamonds

Primo post: gennaio 2014

Anubi in the sky with diamonds è il blog del nuovo progetto editoriale di Simone Angelini (fumettista) e Marco Taddei (scrittore). Ce ne hanno parlato - di questo e di altro - nella nostra intervista mensile.

Cos’è Anubi e come è nata l’idea?

Simone: Anubi è il nostro primo lavoro “lungo” a fumetti, avendo finora sperimentato solo il racconto breve. Come personaggio è nato per caso da una frase di Marco “Anubi è felice di essere il dio cane” battuta a macchina su un foglietto durante un fiera, che ho prontamente illustrato con questo cane nero in catene con occhio stellato, tutt’altro che felice della sua condizione. Che poi non sia uno sciacallo non credo sia importante ma da li è partito tutto. 

Marco: Ebbene sì, Anubi è un “romanzone”. Formalmente vede me ai testi e Simone ai disegni. E’ un racconto lungo, denso di eventi e personaggi. Come diceva Simone, parla di Anubi - né più e né meno il dio dei morti degli Egiziani - ridotto alla larvale vita banale della provincia urbanizzata. Non ci sono spiegazioni per il suo stato, c’è solo la sua vita estenuante, tra vicoli, ubriaconi da bar, avventure assai misere, droghe, gente fuori di testa, assistenti sociali, mattatoi, vicini di casa in canottiera, gravidanze scomode. Assieme a lui c’è persino Horus, dio inetto anche lui, sfinito dall’abuso di farmaci, ma non è un fumetto pulp anzi è proprio il contrario, una specie di breviario, una preghiera, un racconto di innocenti buggerati dalla vita.

[[MORE]]

Voi avete già fatto un bel percorso insieme, vi va di parlarcene?

Marco: Abbiamo fatto tanta strada assieme, superato un sacco di ostacoli e ucciso una miriade di mostri di fine livello. Ma tutto è iniziato da un semplice incontro come le più crudeli storie di serial killer americani: ci siamo conosciuti all’interno di Cartastraccia, una fanzine che pascolava per le strade di Pescara attorno al 2011. Nel 2012 abbiamo deciso di fare un progetto assieme seguendo l’idea più semplice di collaborazione: io ai testi e lui ai disegni. E’ nata così la raccolta Storie Brevi e Senza Pietà pubblicata dai ragazzi della Bel-Ami Edizioni. L’anno seguente l’editore, probabilmente soddisfatto dal risultato, ci ha detto che potevamo lanciarci in un seguito ed allora abbiamo focalizzato le nostre forze per produrre Altre Storie Brevi e Senza Pietà. In questo momento stiamo andando in giro per promuovere proprio Altre Storie. Tra una tappa e l’altra, nelle pause, mettiamo mano al nostro caro vecchio Anubi. E a dei campari.Simone: Parli di quello al Sert o di quello artistico? o del futuro? ANUBI avrà bisogno di un editore e noi di soldi!

3 fumetti italiani contemporanei che consigliereste a chi non ne ha mai letti?

Simone: Qui tocchi un tasto dolente, in Italia ci sono grandissimi disegnatori e illustratori sincronizzati perfettamente con il gusto internazionale, ma c’è poca ciccia nelle storie. Sogno di trovare fumetti capaci di essere non solo un bell’oggetto da ammirare. Il fumetto per me è linguaggio, sperimentazione e queste caratteristiche le ho trovate negli ultimi anni solo in una decina di pubblicazioni, tra queste ne estraggo tre a caso, Trama di Ratigher, Oceania Boulevard di Marco Galli ed il nostro Altre storie brevi e senza pietà

Marco: Bene, siccome Simone ha già pensato alla pubblicità io posso pure divagare un po’. Premettendo che faccio più caso allo sviluppo della storia che allo stile del disegno, più che fumetti potrei indicarti più autori che altro. Ti Confermo Ratigher ed aggiungo Fabio Cesaratto. Ma ti consiglio anche Luke di Alice Socal, un fumetto matto e disperatissimo della Giuda Edizioni.

Se poteste disegnare un film quale scegliereste?

Marco: Sono scarso a disegnare ma il cinema mi esalta! Mi piacerebbe ridisegnare di tutto col mio stile decerebrato: L’Infanzia di Ivan di Tarkovskji, Giulietta degli Spiriti, Gola Profonda. Tutto tranne Muccino, ben inteso.Simone: L’Armata delle tenebre di Nanni Moretti.

Cosa c’è sulla vostra scrivania? 

Simone: Un pc, una sasso con scritto “Michela” ed un fiore, il pupazzetto di un marinaio con un pesce morto in una mano e un sigaro nell’altro, dei libri e fogli sparsi. Tutto l’ambaradan per il disegno è dentro un bobby affianco la scrivania.

Marco: Non ho una scrivania vera e propria. Diciamo che casa mia è una sconfinata scrivania. Adesso sto scrivendo sopra un lack nero comprato ad Ikea l’anno scorso: ho sotto gli occhi un monografia di Altan, il Melzi aperto sulla pagina “Missilisitica”, del materiale pornografico, un cumulo di spicci di nichel, il numero 3 di Lok, un righello da trenta centimetri, una marea di agendine piene di appunti illeggibili (anche da me) ed un bel po’ di polvere.

Cosa vi piace di Tumblr?

Marco: L’offerta di ispirazione è infinita, quasi un’emorragia.

Simone: Che è un serbatoio inesauribile di cose interessanti

Blog preferiti?

Simone: Sarò spudoratamente di parte, i miei blog preferiti sono i miei blog cioè Simone Angelini, Canale delle Mazzate (un torneo di wrestling-disegnato con altri fumettisti), PICS Festival (dedicato al festival di fumetto che ho messo in piedi a Pescara).



Marco: Eh eh. Io consiglio i tumblr di Daniele Castellano e quello di Kevin Lucbert e Eduard Baribeaud oltre a Writers no one reads, dove potete trovare una gran quantità di scrittori che nessuno conosce ma per cui vale la pena tagliarsi il mignolo. Ah, e ovviamente anche il mio: La mia esperienza è conclusa :-)

Grazie Ragazzi!

      Nome: Simone Angelini e Marco Taddei

      Blog: Anubi in the sky with diamonds

      Primo post: gennaio 2014

      Anubi in the sky with diamonds è il blog del nuovo progetto editoriale di Simone Angelini (fumettista) e Marco Taddei (scrittore). Ce ne hanno parlato - di questo e di altro - nella nostra intervista mensile.

      Cos’è Anubi e come è nata l’idea?

      Simone: Anubi è il nostro primo lavoro “lungo” a fumetti, avendo finora sperimentato solo il racconto breve. Come personaggio è nato per caso da una frase di Marco “Anubi è felice di essere il dio cane” battuta a macchina su un foglietto durante un fiera, che ho prontamente illustrato con questo cane nero in catene con occhio stellato, tutt’altro che felice della sua condizione. Che poi non sia uno sciacallo non credo sia importante ma da li è partito tutto. 

      Marco: Ebbene sì, Anubi è un “romanzone”. Formalmente vede me ai testi e Simone ai disegni. E’ un racconto lungo, denso di eventi e personaggi. Come diceva Simone, parla di Anubi - né più e né meno il dio dei morti degli Egiziani - ridotto alla larvale vita banale della provincia urbanizzata. Non ci sono spiegazioni per il suo stato, c’è solo la sua vita estenuante, tra vicoli, ubriaconi da bar, avventure assai misere, droghe, gente fuori di testa, assistenti sociali, mattatoi, vicini di casa in canottiera, gravidanze scomode. Assieme a lui c’è persino Horus, dio inetto anche lui, sfinito dall’abuso di farmaci, ma non è un fumetto pulp anzi è proprio il contrario, una specie di breviario, una preghiera, un racconto di innocenti buggerati dalla vita.

      Leggi Tutto

    • Nome: Elena Morelli

Blog: A Visible Sign Of My Own

Primo Post: Agosto 2012

Elena Morelli è una fotografa toscana che vive tra un paesino dell’entroterra versiliese e Bologna, sul suo blog posta i paesaggi mistici e meravigliosi che fotografa. Le abbiamo rotto le scatole per la nostra intervista tumblera del mese.

Come è nata la tua passione per la fotografia?

Con la musica. Ho sempre amato tantissimo la musica indie/alternative, e una sera di marzo del 2005, durante un live di Sondre Lerche al vecchio Estragon di Bologna, mi resi conto di avere una grande voglia di scattare foto ai concerti. È diventata una passione sempre più importante, che mi ha portata a viaggiare un sacco, vedere posti dove forse altrimenti non sarei mai stata, e a fare decine di migliaia di foto, pubblicate su svariate riviste e siti in Italia e in tutto il mondo.

Da due/tre anni ho smesso di scattare sotto il palco. Ci sono momenti in cui mi manca un po’, ma non sono sicura di volere davvero ricominciare a fare foto di concerti. Di certo, è qualcosa che mi ha regalato un mare di ricordi ed esperienze belle – oltre alla passione per la fotografia, che è rimasta e anzi cresciuta in me.

Le foto del tuo blog da dove vengono invece?

Vorrei tantissimo poter viaggiare – sono talmente tanti i luoghi che vorrei visitare che per non dimenticarne nessuno me li appunto su una lunga, lunghissima lista – ma purtroppo negli ultimi due anni non mi sono praticamente mai spostata da casa. Per cui, quasi tutte le foto che pubblico sul blog sono state scattate in Versilia, o comunque tra le province di Lucca, Massa-Carrara e Pistoia; alcune letteralmente a cinque minuti a piedi da casa mia. In ogni caso, sono tutti paesaggi italiani: oltre a quelli toscani, ce ne sono alcuni liguri, altri alpini, e una discreta quantità della provincia di Modena, in particolare di un posto che adoro, il Lago Santo.

Se potessi tornare indietro nel tempo, che consigli daresti alla te stessa di 10 anni fa?

Credo che mi consiglierei di tenere bene a mente un paio di cose. Comprarmi molto, molto prima il mio 16-35mm; e soprattutto, ritagliarmi un po’ di tempo per vivere davvero i luoghi che ho visitato fotografando concerti e festival: all’epoca mi dicevo ‘Che meraviglia questa città! Oh, quanto adoro questi paesaggi! Poi ci tornerò con calma’, ma naturalmente non ci sono mai tornata, e mi dispiace davvero tanto non essermi organizzata meglio – logisticamente ed economicamente – allora.

Cosa c’è sulla tua scrivania?

Il mio iMac 24”, il mio iPhone, una lampada da tavolo, un portapenne, un vecchio pareo da mare che adesso uso per coprire lo schermo del computer quando è spento, e un plaid ripiegato: la mia gatta salta spesso sul tavolo quando sono al pc, e le piace acciambellarsi lì e dormicchiare accanto a me.

3 consigli per chi visita Bologna per la prima volta.

Perdersi nelle vie e nei vicoli del centro: tra i colori dei palazzi, i portici, gli intonaci scrostati e gli altarini votivi, le chiese, le piazze e le torri. Lanciando sempre uno sguardo dietro ai portoni aperti, perché possono nascondere scorci stupendi, e a volte anche veri e propri mondi – quasi minuscole città nella città, con giardini strade e cortili.

Poi, gustare le specialità della cucina bolognese in posti come la Trattoria dell’Autotreno, o Bertino in via delle Lame, o Vito in via Musolesi.

E infine, inevitabilmente: andare a vedere un concerto al Covo, in viale Zagabria.

Cosa ti piace di Tumblr?

Probabilmente, la facilità di condivisione dei contenuti. E i cuoricini che volteggiano sullo schermo quando si fa ‘like’ a un post che ci piace: ma quanto sono carini?

Blog preferiti?

Ce ne sono davvero tanti, ed è difficile citarne solo alcuni; dovendo sceglierne tre, magari di non abbastanza conosciuti, citerei quelli di Cody Cob, di Rachel Bellinsky e di Tyler Forest-Hauser.

Grazie Elena :)

Foto: Elena Morelli

      Nome: Elena Morelli

      Blog: A Visible Sign Of My Own

      Primo Post: Agosto 2012

      Elena Morelli è una fotografa toscana che vive tra un paesino dell’entroterra versiliese e Bologna, sul suo blog posta i paesaggi mistici e meravigliosi che fotografa. Le abbiamo rotto le scatole per la nostra intervista tumblera del mese.

      Come è nata la tua passione per la fotografia?

      Con la musica. Ho sempre amato tantissimo la musica indie/alternative, e una sera di marzo del 2005, durante un live di Sondre Lerche al vecchio Estragon di Bologna, mi resi conto di avere una grande voglia di scattare foto ai concerti. È diventata una passione sempre più importante, che mi ha portata a viaggiare un sacco, vedere posti dove forse altrimenti non sarei mai stata, e a fare decine di migliaia di foto, pubblicate su svariate riviste e siti in Italia e in tutto il mondo.

      Da due/tre anni ho smesso di scattare sotto il palco. Ci sono momenti in cui mi manca un po’, ma non sono sicura di volere davvero ricominciare a fare foto di concerti. Di certo, è qualcosa che mi ha regalato un mare di ricordi ed esperienze belle – oltre alla passione per la fotografia, che è rimasta e anzi cresciuta in me.

      Le foto del tuo blog da dove vengono invece?

      Vorrei tantissimo poter viaggiare – sono talmente tanti i luoghi che vorrei visitare che per non dimenticarne nessuno me li appunto su una lunga, lunghissima lista – ma purtroppo negli ultimi due anni non mi sono praticamente mai spostata da casa. Per cui, quasi tutte le foto che pubblico sul blog sono state scattate in Versilia, o comunque tra le province di Lucca, Massa-Carrara e Pistoia; alcune letteralmente a cinque minuti a piedi da casa mia. In ogni caso, sono tutti paesaggi italiani: oltre a quelli toscani, ce ne sono alcuni liguri, altri alpini, e una discreta quantità della provincia di Modena, in particolare di un posto che adoro, il Lago Santo.

      Se potessi tornare indietro nel tempo, che consigli daresti alla te stessa di 10 anni fa?

      Credo che mi consiglierei di tenere bene a mente un paio di cose. Comprarmi molto, molto prima il mio 16-35mm; e soprattutto, ritagliarmi un po’ di tempo per vivere davvero i luoghi che ho visitato fotografando concerti e festival: all’epoca mi dicevo ‘Che meraviglia questa città! Oh, quanto adoro questi paesaggi! Poi ci tornerò con calma’, ma naturalmente non ci sono mai tornata, e mi dispiace davvero tanto non essermi organizzata meglio – logisticamente ed economicamente – allora.

      Cosa c’è sulla tua scrivania?

      Il mio iMac 24”, il mio iPhone, una lampada da tavolo, un portapenne, un vecchio pareo da mare che adesso uso per coprire lo schermo del computer quando è spento, e un plaid ripiegato: la mia gatta salta spesso sul tavolo quando sono al pc, e le piace acciambellarsi lì e dormicchiare accanto a me.

      3 consigli per chi visita Bologna per la prima volta.

      Perdersi nelle vie e nei vicoli del centro: tra i colori dei palazzi, i portici, gli intonaci scrostati e gli altarini votivi, le chiese, le piazze e le torri. Lanciando sempre uno sguardo dietro ai portoni aperti, perché possono nascondere scorci stupendi, e a volte anche veri e propri mondi – quasi minuscole città nella città, con giardini strade e cortili.

      Poi, gustare le specialità della cucina bolognese in posti come la Trattoria dell’Autotreno, o Bertino in via delle Lame, o Vito in via Musolesi.

      E infine, inevitabilmente: andare a vedere un concerto al Covo, in viale Zagabria.

      Cosa ti piace di Tumblr?

      Probabilmente, la facilità di condivisione dei contenuti. E i cuoricini che volteggiano sullo schermo quando si fa ‘like’ a un post che ci piace: ma quanto sono carini?

      Blog preferiti?

      Ce ne sono davvero tanti, ed è difficile citarne solo alcuni; dovendo sceglierne tre, magari di non abbastanza conosciuti, citerei quelli di Cody Cob, di Rachel Bellinsky e di Tyler Forest-Hauser.

      Grazie Elena :)

      Foto: Elena Morelli