• Nome: Gianni Solla
Blog: Hotel Messico
Primo Post: Dicembre 2007
Gianni Solla è uno scrittore napoletano di 36 anni. Il suo ultimo libro, Il Fiuto dello Squalo, è uscito l’anno scorso per Marsilio Editori. Noi gli abbiamo fatto qualche domanda.
Cosa inspira il tuo lavoro di scrittore?
Passo attraverso il tritacarne della narrativa i ricordi, le conversazioni che ascolto in metropolitana, i volantini dei centri commerciali, altero i fatti e faccio rientrare tutto nel mio sistema. La scrittura mi serve perché in realtà traduco nella mia lingua. Riscrivo, non scrivo. È un sistema che ho inventato io per rendere più vera la realtà, almeno la mia, mi sono trovato malissimo, lo consiglio a tutti.
Il protagonista del tuo libro, Lo Squalo, è un impresario discografico nel mondo del neomelodico partenopeo. Tu invece che rapporto hai con la musica?
Il protagonista del mio romanzo si chiama Sergio Scozzacane, detto lo Squalo per la forma a pinna del suo naso. È un impresario e lavora tra cantanti neomelodici e gruppi metal. Scozzacane utilizza la musica per chiedere soldi ai suoi clienti, in fin dei conti la odia come tutti odiano il proprio lavoro. Io invece che non ci lavoro con la musica ne ascolto molta e non mi curo di essere coerente passando da Mozart ai Mogwai a Chet Baker, Baustelle, My bloody valentine. Nel mio condominio una volta hanno appeso un cartello nell’ascensore invitandomi a tenere bassa la radio. Ad ogni modo sono un ascoltatore maniacale, mando sempre la stessa canzone fino a odiarla. Mi sembra l’unica maniera ragionevole di ascoltare musica.
Di cosa non puoi fare a meno quando scrivi?

Finalmente qualcuno che me lo chiede: Camel Lights, caffè, silenzio degli altri, musica mia, una sedia comoda, bustina di Oki, scrivania piena di libri sottolineati, post it per appunti da prendere a mano, pacchetto di fonzies e in estate mars dark chocolate confezione da sei.
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Cosa stai leggendo ora? 
Ho appena terminato Tutte le famiglie sono pscicotiche di Douglas Coupland e comincio Caino di Saramago. Tutti e due i libri parlano di una famiglia. Uno, di una delle ultime e l’altro, della prima. In tutti e due i libri ogni componente paga le colpe degli altri. I due libri sembrano dire che la famiglia non sia il più sicuro dei posti. Un invito occulto a sterminare la propria.
Credi che la libera condivisione dei contenuti nel web abbia influenzato il mondo dell’editoria italiana?
Credo che il web abbia influenzato molto gli scrittori, dando loro la possibilità di farsi leggere e di leggere sconosciuti, ma non ritengo che l’editoria nel suo complesso sia molto cambiata. Il nuovo non è necessariamente meglio del vecchio. I grandi editori utilizzano sempre le stesse leve promozionali e sanno piazzare chirurgicamente, attraverso il marketing, un titolo. Ma questa non è una colpa, i soldi non lo sono mai. L’editoria si è trasformata nella camera di decompressione della televisione. Il passaggio dal tubo catodico alla carta è facile e porta soldi. Il web, creando comunità, può suggerire nuovi autori a lettori annoiati, ecco, questa mi sembra una grande risorsa. Attraverso i blog e i social network ho avuto maniera di leggere autori non pubblicati ma anche di scoprire grandi autori che non conoscevo ancora.
Cosa ti piace di Tumblr?
Tumblr dà poco spazio ai profili degli utenti spostando l’attenzione sui contenuti. La dashboard è un flusso ininterrotto di immagini, filmati, frasi stucchevoli, pornografia, articoli politici, citazioni di film. La trovo potente e suggestiva perché mischia i generi e dà molti spunti. La frequenza di aggiornamento dei singoli blog contribuisce ad avere l’effetto “caos”. Guardo poco i profili anche se molti utenti fanno delle scelte di immagini o testi notevoli.
Blog preferiti?
Una breve lista:  Fantasticazioni, noonesvision, Perchè grande era il cuore e disinteressato, walk, in silence, natural born egocentrique, gabinetto di Violet, the italian game.
Grazie Gianni!
Foto liberamente concessa da: Gianni Solla

      Nome: Gianni Solla

      Blog: Hotel Messico

      Primo Post: Dicembre 2007

      Gianni Solla è uno scrittore napoletano di 36 anni. Il suo ultimo libro, Il Fiuto dello Squalo, è uscito l’anno scorso per Marsilio Editori. Noi gli abbiamo fatto qualche domanda.

      Cosa inspira il tuo lavoro di scrittore?

      Passo attraverso il tritacarne della narrativa i ricordi, le conversazioni che ascolto in metropolitana, i volantini dei centri commerciali, altero i fatti e faccio rientrare tutto nel mio sistema. La scrittura mi serve perché in realtà traduco nella mia lingua. Riscrivo, non scrivo. È un sistema che ho inventato io per rendere più vera la realtà, almeno la mia, mi sono trovato malissimo, lo consiglio a tutti.

      Il protagonista del tuo libro, Lo Squalo, è un impresario discografico nel mondo del neomelodico partenopeo. Tu invece che rapporto hai con la musica?

      Il protagonista del mio romanzo si chiama Sergio Scozzacane, detto lo Squalo per la forma a pinna del suo naso. È un impresario e lavora tra cantanti neomelodici e gruppi metal. Scozzacane utilizza la musica per chiedere soldi ai suoi clienti, in fin dei conti la odia come tutti odiano il proprio lavoro. Io invece che non ci lavoro con la musica ne ascolto molta e non mi curo di essere coerente passando da Mozart ai Mogwai a Chet Baker, Baustelle, My bloody valentine. Nel mio condominio una volta hanno appeso un cartello nell’ascensore invitandomi a tenere bassa la radio. Ad ogni modo sono un ascoltatore maniacale, mando sempre la stessa canzone fino a odiarla. Mi sembra l’unica maniera ragionevole di ascoltare musica.

      Di cosa non puoi fare a meno quando scrivi?

      Finalmente qualcuno che me lo chiede: Camel Lights, caffè, silenzio degli altri, musica mia, una sedia comoda, bustina di Oki, scrivania piena di libri sottolineati, post it per appunti da prendere a mano, pacchetto di fonzies e in estate mars dark chocolate confezione da sei.

      Cosa stai leggendo ora? 

      Ho appena terminato Tutte le famiglie sono pscicotiche di Douglas Coupland e comincio Caino di Saramago. Tutti e due i libri parlano di una famiglia. Uno, di una delle ultime e l’altro, della prima. In tutti e due i libri ogni componente paga le colpe degli altri. I due libri sembrano dire che la famiglia non sia il più sicuro dei posti. Un invito occulto a sterminare la propria.

      Credi che la libera condivisione dei contenuti nel web abbia influenzato il mondo dell’editoria italiana?

      Credo che il web abbia influenzato molto gli scrittori, dando loro la possibilità di farsi leggere e di leggere sconosciuti, ma non ritengo che l’editoria nel suo complesso sia molto cambiata. Il nuovo non è necessariamente meglio del vecchio. I grandi editori utilizzano sempre le stesse leve promozionali e sanno piazzare chirurgicamente, attraverso il marketing, un titolo. Ma questa non è una colpa, i soldi non lo sono mai. L’editoria si è trasformata nella camera di decompressione della televisione. Il passaggio dal tubo catodico alla carta è facile e porta soldi. Il web, creando comunità, può suggerire nuovi autori a lettori annoiati, ecco, questa mi sembra una grande risorsa. Attraverso i blog e i social network ho avuto maniera di leggere autori non pubblicati ma anche di scoprire grandi autori che non conoscevo ancora.

      Cosa ti piace di Tumblr?

      Tumblr dà poco spazio ai profili degli utenti spostando l’attenzione sui contenuti. La dashboard è un flusso ininterrotto di immagini, filmati, frasi stucchevoli, pornografia, articoli politici, citazioni di film. La trovo potente e suggestiva perché mischia i generi e dà molti spunti. La frequenza di aggiornamento dei singoli blog contribuisce ad avere l’effetto “caos”. Guardo poco i profili anche se molti utenti fanno delle scelte di immagini o testi notevoli.

      Blog preferiti?

      Una breve lista:  Fantasticazioni, noonesvision, Perchè grande era il cuore e disinteressato, walk, in silence, natural born egocentrique, gabinetto di Violet, the italian game.

      Grazie Gianni!

      Foto liberamente concessa da: Gianni Solla