• Nome: Riccardo Carnevali
Blog: Kitchenbrain
Primo post: Dicembre 2010
Riccardo Carnevali è un giovane chef lombardo con un curriculum sorprendente ed un occhio attentissimo al design. Dopo aver insegnato presso l’alberghiero Pollini di Mortara, nel 2008 ha aperto la sua impresa di catering e nel 2011 il suo laboratorio personale, incessante fonte di leccornie che finiscono sulla dashboard. Ci siamo incuriositi e gli abbiamo fatto qualche domanda.
Com’è nata la tua passione per la cucina?
Devo dire che in casa mia si è sempre respirata aria di buona cucina, a cominciare dai nonni e dalla loro cultura contadina. Ho apprezzato fin da piccolo verdure e frutta dei nostri orti e polli, capponi, anatre ed oche del nostro pollaio. Un’attenzione alla materia prima che non poteva che essere corrisposta da altrettanta attenzione in fase di cottura. La cucina è sempre stata la stanza più “vissuta” della famiglia, tanto che già da piccolo mi trovavo spesso a sfogliare i vecchissimi mini ricettari della Bertolini con la nonna, ed insieme ci mettevamo a fare dolci. Mia madre poi, grande cuoca di casa, verso la fine della terza media mi ha parlato dell’Alberghiero, da allora l’idea di diventare cuoco mi ha sempre più affascinato.
Si dice che il lavoro del cuoco, per quanto incredibile, sia molto duro. Come funziona una tua giornata tipo?
Fare il cuoco non solo è duro, ma, nella grande maggioranza dei casi, è logorante sia fisicamente che mentalmente. La giornata tipo di un cuoco consiste nell’entrare in cucina alle 9.00, predisporre e pulire la cucina e preparare le basi per il servizio. Alle 11.00 si pranza col personale, poi da mezzogiorno fino alle 14.00 c’è servizio. Si torna a casa per le 15.00 e alle 18.00 si è di nuovo in cucina per prepararsi al servizio serale, per poi tornare a casa verso l’1/1,30 di notte. Tutto questo per 6 giorni a settimana. QUESTA però NON è la mia giornata tipo. Ho fatto questo preambolo per spiegare meglio il mio lavoro: grazie a chi ha creduto in me, ho aperto il mio laboratorio di catering a Pavia, grazie al quale ogni giorno lavorativo è diverso dall’altro. Oggi sono a fare sopralluogo per un catering in villa, domani sono a fare showcooking in fiera a Rho, ieri magari tenevo una lezione di cucina nei miei laboratori… Un gran divertimento, con però tutte le preoccupazioni e apprensioni che può avere un piccolo imprenditore.
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Qual è la cosa che più ti piace cucinare?
Adoro cucinare di tutto… Non ho veramente delle preferenze, forse dipende dalla giornata! Un piatto che mi viene molto naturale è il risotto — qui in provincia di Pavia siamo immersi tra le risaie — ed ho un buona mano nella sperimentazione di nuove ricette di dolci con ingredienti inusuali (farina di quinoa, mais, olio di girasole, ecc.). La cosa che mi annoia di più sono forse i secondi di carne e i contorni. I secondi di pesce invece mi esaltano.
Quali sono le 3 cose fondamentali che secondo te non dovrebbero mancare in nessuna cucina?
Prima di tutto una buona padella di alluminio antiaderente, un buon tagliere di teflon di generose dimensioni e soprattutto un coltello tagliente.
L’alluminio è il materiale che più amo utilizzare sul fuoco, per la sua ottima conducibilità. Al contrario, non utilizzo praticamente MAI pentolame in acciaio. Il tagliere in legno è pessimo, si incide molto facilmente e soprattutto assorbe molto gli odori di ciò che ci si taglia. Il coltello, più è tagliente e meno si rischia di tagliarsi. Un coltello poco tagliente obbliga chi lo usa a premere maggiormente con il rischio di andare a sbilanciarsi e far stortare il coltello ferendosi la mano con cui teniamo il prodotto.
Tra programmi televisivi vari, reality, internet e social media negli ultimi anni anche in italia si è creata una nuova dimensione glamour intorno al cibo e ai suoi addetti ai lavori. Cosa pensi di questa tendenza?
Di questi tempi, si ritrova il gusto di mangiare a casa. Vuoi per la crisi economica, vuoi per essere sicuri di quel che si mangia, si è riscoperta la cucina come fenomeno culturale. Detto ciò, negli ultimi decenni si è un pò persa la tradizione dell’apprendimento culinario genitori/figli, quindi ci si “istruisce” in tv e su internet. Era poi davvero il momento che gli italiani iniziassero a vedere quanti stupendi prodotti ha da offrire la nostra belle penisola, e da una decina d’anni ormai questi programmi non solo insegnano a cucinare… ma mostrano prodotti che senza quel genere di pubblicità non riuscirebbero a sopravvivere.
Come sei finito su Tumblr?
Dovete sapere che dopo la cucina, la mia più grande passione è la grafica. Noa, un mio amico grafico, pubblicava costantemente su twitter link a Tumblr, e dato che vedevo pubblicate cose fichissime e considerata la mia predisposizione all’utilizzo dei social network, ho detto perché no…
All’inizio sfogliavo la dash un paio di volte a settimana, poi però (complice l’aggiornamento della app per l’iPad) mi ritrovo in dash 3-4 volte al giorno.
Blog preferiti?
Tantissimi, ma cercherò di limitarmi: cøcøina, 9GAGTumblr, Top Gear Addiction, The Frogmen, Plaid Club, Polpette, Pokoto Pokoto, Kon-igi, Lagonzi, La ninfa Dafne, Una scatola piena di sogni e molti altri.
Grazie Riccardo :)
Foto liberamente concessa da: Kitchenbrain

      Nome: Riccardo Carnevali

      Blog: Kitchenbrain

      Primo post: Dicembre 2010

      Riccardo Carnevali è un giovane chef lombardo con un curriculum sorprendente ed un occhio attentissimo al design. Dopo aver insegnato presso l’alberghiero Pollini di Mortara, nel 2008 ha aperto la sua impresa di catering e nel 2011 il suo laboratorio personale, incessante fonte di leccornie che finiscono sulla dashboard. Ci siamo incuriositi e gli abbiamo fatto qualche domanda.

      Com’è nata la tua passione per la cucina?

      Devo dire che in casa mia si è sempre respirata aria di buona cucina, a cominciare dai nonni e dalla loro cultura contadina. Ho apprezzato fin da piccolo verdure e frutta dei nostri orti e polli, capponi, anatre ed oche del nostro pollaio. Un’attenzione alla materia prima che non poteva che essere corrisposta da altrettanta attenzione in fase di cottura. La cucina è sempre stata la stanza più “vissuta” della famiglia, tanto che già da piccolo mi trovavo spesso a sfogliare i vecchissimi mini ricettari della Bertolini con la nonna, ed insieme ci mettevamo a fare dolci. Mia madre poi, grande cuoca di casa, verso la fine della terza media mi ha parlato dell’Alberghiero, da allora l’idea di diventare cuoco mi ha sempre più affascinato.

      Si dice che il lavoro del cuoco, per quanto incredibile, sia molto duro. Come funziona una tua giornata tipo?

      Fare il cuoco non solo è duro, ma, nella grande maggioranza dei casi, è logorante sia fisicamente che mentalmente. La giornata tipo di un cuoco consiste nell’entrare in cucina alle 9.00, predisporre e pulire la cucina e preparare le basi per il servizio. Alle 11.00 si pranza col personale, poi da mezzogiorno fino alle 14.00 c’è servizio. Si torna a casa per le 15.00 e alle 18.00 si è di nuovo in cucina per prepararsi al servizio serale, per poi tornare a casa verso l’1/1,30 di notte. Tutto questo per 6 giorni a settimana. QUESTA però NON è la mia giornata tipo. Ho fatto questo preambolo per spiegare meglio il mio lavoro: grazie a chi ha creduto in me, ho aperto il mio laboratorio di catering a Pavia, grazie al quale ogni giorno lavorativo è diverso dall’altro. Oggi sono a fare sopralluogo per un catering in villa, domani sono a fare showcooking in fiera a Rho, ieri magari tenevo una lezione di cucina nei miei laboratori… Un gran divertimento, con però tutte le preoccupazioni e apprensioni che può avere un piccolo imprenditore.

      Qual è la cosa che più ti piace cucinare?

      Adoro cucinare di tutto… Non ho veramente delle preferenze, forse dipende dalla giornata! Un piatto che mi viene molto naturale è il risotto — qui in provincia di Pavia siamo immersi tra le risaie — ed ho un buona mano nella sperimentazione di nuove ricette di dolci con ingredienti inusuali (farina di quinoa, mais, olio di girasole, ecc.). La cosa che mi annoia di più sono forse i secondi di carne e i contorni. I secondi di pesce invece mi esaltano.

      Quali sono le 3 cose fondamentali che secondo te non dovrebbero mancare in nessuna cucina?

      Prima di tutto una buona padella di alluminio antiaderente, un buon tagliere di teflon di generose dimensioni e soprattutto un coltello tagliente.

      L’alluminio è il materiale che più amo utilizzare sul fuoco, per la sua ottima conducibilità. Al contrario, non utilizzo praticamente MAI pentolame in acciaio. Il tagliere in legno è pessimo, si incide molto facilmente e soprattutto assorbe molto gli odori di ciò che ci si taglia. Il coltello, più è tagliente e meno si rischia di tagliarsi. Un coltello poco tagliente obbliga chi lo usa a premere maggiormente con il rischio di andare a sbilanciarsi e far stortare il coltello ferendosi la mano con cui teniamo il prodotto.

      Tra programmi televisivi vari, reality, internet e social media negli ultimi anni anche in italia si è creata una nuova dimensione glamour intorno al cibo e ai suoi addetti ai lavori. Cosa pensi di questa tendenza?

      Di questi tempi, si ritrova il gusto di mangiare a casa. Vuoi per la crisi economica, vuoi per essere sicuri di quel che si mangia, si è riscoperta la cucina come fenomeno culturale. Detto ciò, negli ultimi decenni si è un pò persa la tradizione dell’apprendimento culinario genitori/figli, quindi ci si “istruisce” in tv e su internet. Era poi davvero il momento che gli italiani iniziassero a vedere quanti stupendi prodotti ha da offrire la nostra belle penisola, e da una decina d’anni ormai questi programmi non solo insegnano a cucinare… ma mostrano prodotti che senza quel genere di pubblicità non riuscirebbero a sopravvivere.

      Come sei finito su Tumblr?

      Dovete sapere che dopo la cucina, la mia più grande passione è la grafica. Noa, un mio amico grafico, pubblicava costantemente su twitter link a Tumblr, e dato che vedevo pubblicate cose fichissime e considerata la mia predisposizione all’utilizzo dei social network, ho detto perché no…

      All’inizio sfogliavo la dash un paio di volte a settimana, poi però (complice l’aggiornamento della app per l’iPad) mi ritrovo in dash 3-4 volte al giorno.

      Blog preferiti?

      Tantissimi, ma cercherò di limitarmi: cøcøina, 9GAGTumblr, Top Gear Addiction, The Frogmen, Plaid Club, Polpette, Pokoto Pokoto, Kon-igi, Lagonzi, La ninfa Dafne, Una scatola piena di sogni e molti altri.

      Grazie Riccardo :)

      Foto liberamente concessa da: Kitchenbrain