• Nome: Sergio Varbella
Blog: Il quarantenne immaginario
Primo post: Giugno 2013
Sergio Varbella è un graphic designer piemontese, ma anche un fine conoscitore di musica - ha collaborato al Mucchio Extra sin dal primo numero - ed uno dei responsabili della rivista Maltese Narrazioni. Da pochissimo ha dato vita ad uno dei primi webcomics italiani su Tumblr, e noi gli abbiamo fatto qualche domandina.
Come ti sei avvicinato al mondo del fumetto?
Ho 42 anni e leggo fumetti da quando ero bambino. Verso le medie avevo deciso che volevo anche farli, i fumetti. Ci ho provato un bel po’ di volte, ma non ero mai  soddisfatto. Poi ho cominciato a lavorare come grafico ma non ho mai abbandonato l’idea. Alla fine, eccoci qua. 
Meglio tardi che mai.
Come è nata l’idea del quarantenne immaginario?
Da varie cose. Alcuni discorsi fatti con amici più o meno coetanei sulla nostalgia “cattiva”, quella che ti fa rivalutare in positivo tutte le cose che avevi attorno a te quando avevi 15-18-20 anni eccetera, anche quelle che odiavi, e che ti inchioda per sempre ad un momento che è come i pomeriggi di maggio e le merendine al cioccolato in Palombella Rossa. Non tornerà più. Ma anche da altri discorsi sulla persistenza del passato nel nostro presente e sulla “Retromania”, che è lo zeitgeist di questi anni, e infine da un’idea per un libro per ragazzi rielaborata per questo progetto. 
All’inizio doveva trattarsi di una serie di storielle semiautobiografiche (ci tengo a spiegare che l’autobiografia si esaurisce nel fatto che mi disegno nel fumetto e che la scimmia è davvero la scimmia di pezza che avevo da bambino, e che ho tuttora, ma il resto è davvero tutto inventato), poi ha preso una piega diversa, e ora è una specie di serial tv a fumetti, con una trama ben precisa che verrà sviluppata in pieno nei prossimi episodi.[[MORE]]
Diciamo che lo spunto iniziale adesso è molto meno evidente, man mano che i personaggi prendono forma e decidono quasi autonomamente che strada prendere.
Comunque, se queste storie sono online lo devo soprattutto a Eleonora Antonioni, un’amica bravissima fumettista e illustratrice, a cui è piaciuto questo progetto e che mi ha spinto a concretizzarlo con tutti i daje! che mi arrivavano via mail e nei messaggi di facebook.
Hai disegnato la pubblicità della scimmia Sangla con l’estetica originale degli anni ‘70: ci sono degli artisti o dei fumetti che ti piacciono in particolare in quanto tributo al “vecchio stile” o all’estetica vintage?
In pratica, quasi tutti i fumettisti contemporanei che mi piacciono hanno in comune la mania per il recupero di stili e immaginari del passato. Parlo di Chris Ware, Daniel Clowes, Seth, Adrian Tomine, Darwyn Cooke e ovviamente Robert Crumb, cioè quelli che nella mia libreria stanno in tribuna d’onore. 
E stanno lì proprio per quella caratteristica.
Se una casa editrice ti chiedesse di disegnare la storia della nascita di un gruppo musicale, chi sceglieresti e perché?
Una domanda che ha centinaia di risposte diverse perché a seconda della stagione, dell’umore e del clima gli ascolti cambiano. 
Visto che siamo in estate, e che li sto ascoltando moltissimo, direi i Big Star, il gruppo di Alex Chilton, Chris Bell, Jody Stephens e Andy Hummel. Loro hanno pubblicato due album all’inizio degli anni settanta che non hanno venduto niente, nonostante le due dozzine di pezzi pop meravigliosi che c’erano dentro, e sono stati riscoperti solo vent’anni dopo da band tipo Teenage Fanclub. È una classica storia di “magnifici perdenti”, forse l’archetipo di tutti i racconti rock del genere. E siamo tutti affezionati ai perdenti, no? Tifiamo per loro.
Poi, se fossimo in autunno avrei risposto The Kinks, in inverno The Fall o un gruppo krautrock tipo i Can, in primavera probabilmente Sparklehorse.
Vinile o Digitale? 
Non sono né luddista né nostalgico, quindi non dirò che il vinile è superiore al digitale. Entrambi i formati hanno pregi e difetti. Dal punto di vista estetico, però, il vinile è imbattibile. Sono contento che sia di nuovo di moda perché bilancia l’album smaterializzato del modello iTunes, che non ho mai amato. Ne sto comprando parecchi, in questo periodo, soprattutto di jazz.
Direi che il pacchetto vinile+download digitale, che adesso è abbastanza diffuso, è un ottimo compromesso tra estetica e comodità.
Come sei finito su Tumblr?
Su Tumblr ci ero già stato brevemente un paio di anni fa. Avevo messo on line un po’ di vecchi lavori di grafica e illustrazione, una specie di portfolio che poi ho abbandonato, anche perché non lo curavo molto. Quando cercavo una piattaforma per questo progetto mi è venuto naturale tornare qua. È facile da usare, ha molti temi interessanti, e il fatto che sia anche un social network per una serie a puntate è molto importante perché permette un contatto costante con i lettori.
Blog preferiti?
Quasi tutti di illustratori e fumettisti. 
Tra gli illustratori sicuramente quello di Giulia Sagramola, che è bravissima ed ha uno stile pop leggero e wesandersoniano che mi piace molto, poi quello di Virgina Mori, che invece riprende in maniera personale le atmosfere di Edward Gorey, e Riccardo Guasco che ho conosciuto molti anni fa e adesso lo ritrovo in rete come ottimo illustratore, molto delicato.
Poi due fumettisti italiani: Tuono Pettinato, già piuttosto affermato e conosciuto (ndr, trovate qui la sua intervista), e Nicolò Pellizzon, che per me è la scoperta dell’anno.
Infine, trovo fantastica, e seguo da parecchio, Assez Vu, la raccolta di bizzarre fotografie retro e vintage curata da Livia Satriano.
Grazie Sergio :)
Illustrazione: Sergio Varbella

      Nome: Sergio Varbella

      Blog: Il quarantenne immaginario

      Primo post: Giugno 2013

      Sergio Varbella è un graphic designer piemontese, ma anche un fine conoscitore di musica - ha collaborato al Mucchio Extra sin dal primo numero - ed uno dei responsabili della rivista Maltese Narrazioni. Da pochissimo ha dato vita ad uno dei primi webcomics italiani su Tumblr, e noi gli abbiamo fatto qualche domandina.

      Come ti sei avvicinato al mondo del fumetto?

      Ho 42 anni e leggo fumetti da quando ero bambino. Verso le medie avevo deciso che volevo anche farli, i fumetti. Ci ho provato un bel po’ di volte, ma non ero mai  soddisfatto. Poi ho cominciato a lavorare come grafico ma non ho mai abbandonato l’idea. Alla fine, eccoci qua.

      Meglio tardi che mai.

      Come è nata l’idea del quarantenne immaginario?

      Da varie cose. Alcuni discorsi fatti con amici più o meno coetanei sulla nostalgia “cattiva”, quella che ti fa rivalutare in positivo tutte le cose che avevi attorno a te quando avevi 15-18-20 anni eccetera, anche quelle che odiavi, e che ti inchioda per sempre ad un momento che è come i pomeriggi di maggio e le merendine al cioccolato in Palombella Rossa. Non tornerà più. Ma anche da altri discorsi sulla persistenza del passato nel nostro presente e sulla “Retromania”, che è lo zeitgeist di questi anni, e infine da un’idea per un libro per ragazzi rielaborata per questo progetto.

      All’inizio doveva trattarsi di una serie di storielle semiautobiografiche (ci tengo a spiegare che l’autobiografia si esaurisce nel fatto che mi disegno nel fumetto e che la scimmia è davvero la scimmia di pezza che avevo da bambino, e che ho tuttora, ma il resto è davvero tutto inventato), poi ha preso una piega diversa, e ora è una specie di serial tv a fumetti, con una trama ben precisa che verrà sviluppata in pieno nei prossimi episodi.

      Diciamo che lo spunto iniziale adesso è molto meno evidente, man mano che i personaggi prendono forma e decidono quasi autonomamente che strada prendere.

      Comunque, se queste storie sono online lo devo soprattutto a Eleonora Antonioni, un’amica bravissima fumettista e illustratrice, a cui è piaciuto questo progetto e che mi ha spinto a concretizzarlo con tutti i daje! che mi arrivavano via mail e nei messaggi di facebook.

      Hai disegnato la pubblicità della scimmia Sangla con l’estetica originale degli anni ‘70: ci sono degli artisti o dei fumetti che ti piacciono in particolare in quanto tributo al “vecchio stile” o all’estetica vintage?

      In pratica, quasi tutti i fumettisti contemporanei che mi piacciono hanno in comune la mania per il recupero di stili e immaginari del passato. Parlo di Chris Ware, Daniel Clowes, Seth, Adrian Tomine, Darwyn Cooke e ovviamente Robert Crumb, cioè quelli che nella mia libreria stanno in tribuna d’onore.

      E stanno lì proprio per quella caratteristica.

      Se una casa editrice ti chiedesse di disegnare la storia della nascita di un gruppo musicale, chi sceglieresti e perché?

      Una domanda che ha centinaia di risposte diverse perché a seconda della stagione, dell’umore e del clima gli ascolti cambiano.

      Visto che siamo in estate, e che li sto ascoltando moltissimo, direi i Big Star, il gruppo di Alex Chilton, Chris Bell, Jody Stephens e Andy Hummel. Loro hanno pubblicato due album all’inizio degli anni settanta che non hanno venduto niente, nonostante le due dozzine di pezzi pop meravigliosi che c’erano dentro, e sono stati riscoperti solo vent’anni dopo da band tipo Teenage FanclubÈ una classica storia di “magnifici perdenti”, forse l’archetipo di tutti i racconti rock del genere. E siamo tutti affezionati ai perdenti, no? Tifiamo per loro.

      Poi, se fossimo in autunno avrei risposto The Kinks, in inverno The Fall o un gruppo krautrock tipo i Can, in primavera probabilmente Sparklehorse.

      Vinile o Digitale? 

      Non sono né luddista né nostalgico, quindi non dirò che il vinile è superiore al digitale. Entrambi i formati hanno pregi e difetti. Dal punto di vista estetico, però, il vinile è imbattibile. Sono contento che sia di nuovo di moda perché bilancia l’album smaterializzato del modello iTunes, che non ho mai amato. Ne sto comprando parecchi, in questo periodo, soprattutto di jazz.

      Direi che il pacchetto vinile+download digitale, che adesso è abbastanza diffuso, è un ottimo compromesso tra estetica e comodità.

      Come sei finito su Tumblr?

      Su Tumblr ci ero già stato brevemente un paio di anni fa. Avevo messo on line un po’ di vecchi lavori di grafica e illustrazione, una specie di portfolio che poi ho abbandonato, anche perché non lo curavo molto. Quando cercavo una piattaforma per questo progetto mi è venuto naturale tornare qua. È facile da usare, ha molti temi interessanti, e il fatto che sia anche un social network per una serie a puntate è molto importante perché permette un contatto costante con i lettori.

      Blog preferiti?

      Quasi tutti di illustratori e fumettisti.

      Tra gli illustratori sicuramente quello di Giulia Sagramola, che è bravissima ed ha uno stile pop leggero e wesandersoniano che mi piace molto, poi quello di Virgina Mori, che invece riprende in maniera personale le atmosfere di Edward Gorey, e Riccardo Guasco che ho conosciuto molti anni fa e adesso lo ritrovo in rete come ottimo illustratore, molto delicato.

      Poi due fumettisti italiani: Tuono Pettinato, già piuttosto affermato e conosciuto (ndr, trovate qui la sua intervista), e Nicolò Pellizzon, che per me è la scoperta dell’anno.

      Infine, trovo fantastica, e seguo da parecchio, Assez Vu, la raccolta di bizzarre fotografie retro e vintage curata da Livia Satriano.

      Grazie Sergio :)

      Illustrazione: Sergio Varbella