• Nome: Giorgio Moltisanti
Blog: Yesiamdrowning!
Primo post: maggio 2011
Giorgio Moltisanti è l’uomo dietro Yesiamdrowing, blog seguitissimo di critica musicale e non solo. Giorgio collabora da anni con numerose testate nazionali e scrive con passione di musica da quando era un pischello (già, è romano). Tra la community italiana di Tumblr ormai è un nome noto, ci sembrava doveroso andargli a rompere le scatole.
Come é nato il progetto dietro a questo blog?
Yesiamdrowning! nasce dalla volontà di scrivere nero su bianco quello che nei giornali italiani dedicati alla musica non si vuole (o non si può) scrivere.
Come hai approcciato questa professione?
Ho iniziato a scrivere di musica a 16 anni. Ora ne ho più del doppio. Non riesco a immaginare la mia vita senza una critica musicale che sia anarchica e idealista, proprio come quando ho iniziato.
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Secondo te, internet può contribuire a rivitalizzare e a mettere in discussione il ruolo del critico musicale, nella sua relazione con il pubblico?
Il discorso è lungo e complicato. Provo a sintetizzarlo. In passato internet era considerato il ricettacolo di chi non arrivava su carta. Le riviste invece creavano una loro linea editoriale a suon di sberle, mentre i giornali mansueti e arrivisti avevano vita breve. Ora non è così. Basti pensare a quella penna storica che, allontanatosi da una trentennale rivista oramai alla frutta, è passato da una webzine per approdare su un altro mensile, anche quello in rosso. Cinque o dieci anni fa, il passaggio intermedio non ci sarebbe stato. E’ palese che ci sia quindi del nuovo. Da un lato abbiamo una rete ancora (molto) criticata e (sempre meno) criticabile, che sta acquisendo abilità, fascino e competitività; dall’altra abbiamo riviste dai nomi roboanti, dai contenuti sempre meno credibili, che sembrano aver fatto dell’agiografia la nuova critica. Credo quindi sia urgente ritrovare un’etica per rimettere in moto il ruolo del critico, nella sua relazione con il pubblico e con la musica stessa; che questo avvenga per mezzo della rete o di una seria presa di coscienza di chi ha portato il cartaceo a questa situazione, francamente, è parte marginale dell’intera faccenda.
Cosa fai quando non sei impegnato a scrivere?
Le cose che fanno tutti. Oltre a quelle, da qualche tempo ho iniziato un progetto di riqualificazione territoriale indirizzato agli adolescenti di una periferia a sud di Roma. Questo impegno prende molto del mio tempo libero.
Tre aggettivi per Roma.
Roma é: supponente, ipocrita e sedentaria (in slang fancazzista) ma anche poetica, schietta e incredibilmente ironica.
Cosa ti piace di Tumblr e qual’é la tua relazione con chi ti segue?
Mi piace la libertà concreta della maggior parte dei blog. La possibilità di poter essere veramente autentici, se solo se ne ha la volontà. Per questo amo creare sempre un dialogo con chi mi legge; tendenzialmente ricevo dai 2 ai 10 ask anonimi al giorno (quasi sempre divertenti e mai completamente inutili) e altrettante fan mail (spesso meno divertenti da leggere ma assai gratificanti); ovviamente una selezione sono costretto a farla per questioni di tempo e di spazio (e qualche volta anche di buon gusto) ma è altrettanto vero che mi piace rispondere a tutti - belli e brutti.
Blog preferiti?
Pane Latte, un mix squisito di ricette e buona musica, Moscita, il primo blog scovato che non reblogga niente, proprio come me, e Io ti maledico, perché bastardi dentro lo siamo un po’ tutti.
Grazie Giorgio :)
Gif: Yesiamdrowning

      Nome: Giorgio Moltisanti

      Blog: Yesiamdrowning!

      Primo post: maggio 2011

      Giorgio Moltisanti è l’uomo dietro Yesiamdrowing, blog seguitissimo di critica musicale e non solo. Giorgio collabora da anni con numerose testate nazionali e scrive con passione di musica da quando era un pischello (già, è romano). Tra la community italiana di Tumblr ormai è un nome noto, ci sembrava doveroso andargli a rompere le scatole.

      Come é nato il progetto dietro a questo blog?

      Yesiamdrowning! nasce dalla volontà di scrivere nero su bianco quello che nei giornali italiani dedicati alla musica non si vuole (o non si può) scrivere.

      Come hai approcciato questa professione?

      Ho iniziato a scrivere di musica a 16 anni. Ora ne ho più del doppio. Non riesco a immaginare la mia vita senza una critica musicale che sia anarchica e idealista, proprio come quando ho iniziato.

      Secondo te, internet può contribuire a rivitalizzare e a mettere in discussione il ruolo del critico musicale, nella sua relazione con il pubblico?

      Il discorso è lungo e complicato. Provo a sintetizzarlo. In passato internet era considerato il ricettacolo di chi non arrivava su carta. Le riviste invece creavano una loro linea editoriale a suon di sberle, mentre i giornali mansueti e arrivisti avevano vita breve. Ora non è così. Basti pensare a quella penna storica che, allontanatosi da una trentennale rivista oramai alla frutta, è passato da una webzine per approdare su un altro mensile, anche quello in rosso. Cinque o dieci anni fa, il passaggio intermedio non ci sarebbe stato. E’ palese che ci sia quindi del nuovo. Da un lato abbiamo una rete ancora (molto) criticata e (sempre meno) criticabile, che sta acquisendo abilità, fascino e competitività; dall’altra abbiamo riviste dai nomi roboanti, dai contenuti sempre meno credibili, che sembrano aver fatto dell’agiografia la nuova critica. Credo quindi sia urgente ritrovare un’etica per rimettere in moto il ruolo del critico, nella sua relazione con il pubblico e con la musica stessa; che questo avvenga per mezzo della rete o di una seria presa di coscienza di chi ha portato il cartaceo a questa situazione, francamente, è parte marginale dell’intera faccenda.

      Cosa fai quando non sei impegnato a scrivere?

      Le cose che fanno tutti. Oltre a quelle, da qualche tempo ho iniziato un progetto di riqualificazione territoriale indirizzato agli adolescenti di una periferia a sud di Roma. Questo impegno prende molto del mio tempo libero.

      Tre aggettivi per Roma.

      Roma é: supponente, ipocrita e sedentaria (in slang fancazzista) ma anche poetica, schietta e incredibilmente ironica.

      Cosa ti piace di Tumblr e qual’é la tua relazione con chi ti segue?

      Mi piace la libertà concreta della maggior parte dei blog. La possibilità di poter essere veramente autentici, se solo se ne ha la volontà. Per questo amo creare sempre un dialogo con chi mi legge; tendenzialmente ricevo dai 2 ai 10 ask anonimi al giorno (quasi sempre divertenti e mai completamente inutili) e altrettante fan mail (spesso meno divertenti da leggere ma assai gratificanti); ovviamente una selezione sono costretto a farla per questioni di tempo e di spazio (e qualche volta anche di buon gusto) ma è altrettanto vero che mi piace rispondere a tutti - belli e brutti.

      Blog preferiti?

      Pane Latte, un mix squisito di ricette e buona musica, Moscita, il primo blog scovato che non reblogga niente, proprio come me, e Io ti maledico, perché bastardi dentro lo siamo un po’ tutti.

      Grazie Giorgio :)

      Gif: Yesiamdrowning