#utenti
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Nome: Martina Recchiuti
Blog: Spacey
Primo Post: ad un certo punto nel 2009
Martina Recchiuti è una giornalista di Internazionale, si occupa di tecnologia, web e social network. Il suo pseudonimo è stato per anni Tina Spacey, da qui il nome del suo blog. Le abbiamo fatto qualche domanda per la nostra rubrica degli utenti del mese.
Come sei finita su Tumblr?
Scrivo un blog dal 2002 e nel corso degli anni ho traslocato da un sito all’altro trascinandomi dietro tutti i vecchi post (sono tecnologicamente irrequieta). Nel 2009 sono finita su Tumblr, probabilmente dopo aver letto un post di Fred Wilson che ne parlava con entusiasmo. Di Tumblr mi affascina l’assenza di commenti: il modo in cui discutiamo online è una delle mie ultime fissazioni.
Cosa pensi della presenza online dei quotidiani italiani?
Non leggo spesso i quotidiani italiani online. Leggo le notizie partendo da Twitter e seguo quasi esclusivamente account stranieri. Quando finisco sul sito di Repubblica o del Corriere provo un senso di frustrazione: i titoli sono poco chiari e ci sono più titoli – e più link – per lo stesso articolo. Questo mi confonde.
Come funziona una redazione atipica come quella di Internazionale?
I redattori delle aree geografiche (Europa, Americhe, Asia, Africa) e i redattori delle aree tematiche (scienza, economia, tecnologia, cultura, attualità eccetera) presentano alla riunione di redazione i migliori articoli che hanno letto sui giornali di tutto il mondo, e spiegano perché li vorrebbero pubblicare su Internazionale. Da qui in poi è una normale riunione di redazione.
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Nome: Chiara Perrone
Blog: Siamo tutti conigli, Buongiorno Notte
Primo post: Novembre 2011
L’utente che abbiamo intervistato questa settimana è Chiara Perrone, una giovane illustratrice italiana che vive in Belgio, a Bruxelles. Chiara si occupa anche di animazione grafica e video. Le abbiamo fatto qualche domanda.
Come è nata la tua passione per l’illustrazione
Ho sempre disegnato, é sempre stato uno dei miei “giochi” preferiti. Prima di imparare a leggere sfogliavo Asterix e altri fumetti della grassa collezione di mio nonno e mio zio e una volta istruita non li ho mai lasciati, divorandoli uno ad uno molteplici volte. Nel mio Olimpo ci sono da sempre la rivista Linus, Quino, Beetle Baley, Feiffer, Goscinny, Hugo Pratt.. E la passione per il bianco e nero e il disegno d’humor vengono da lì. In seguito durante i miei studi a La Cambre a Bruxelles, ho avuto la possibilità di strutturare e affinare il disegno e la creazione. Devo a Pascal Lemaitre, mio professore d’illustrazione, la libertà che oggi ho con il disegno nonostante le “impostazioni” che una scuola d’arte arriva a incorporarti o meno; teneva molto al lato sentimentale e irrazionale dell’atto del disegno.
Cosa c’è sulla tua scrivania?
Da quando ho cominciato a lavorare la mia scrivania me la porto in borsa ogni giorno: bic nera e blocco di piccola taglia a fogli bianchi. Non ho bisogno di un tavolo, disegno ovunque, specialmente se mi annoio. Quando so di avere del tempo aggiungo la mia scatola d’acquerelli.
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Nome: Riccardo Carnevali
Blog: Kitchenbrain
Primo post: Dicembre 2010
Riccardo Carnevali è un giovane chef lombardo con un curriculum sorprendente ed un occhio attentissimo al design. Dopo aver insegnato presso l’alberghiero Pollini di Mortara, nel 2008 ha aperto la sua impresa di catering e nel 2011 il suo laboratorio personale, incessante fonte di leccornie che finiscono sulla dashboard. Ci siamo incuriositi e gli abbiamo fatto qualche domanda.
Com’è nata la tua passione per la cucina?
Devo dire che in casa mia si è sempre respirata aria di buona cucina, a cominciare dai nonni e dalla loro cultura contadina. Ho apprezzato fin da piccolo verdure e frutta dei nostri orti e polli, capponi, anatre ed oche del nostro pollaio. Un’attenzione alla materia prima che non poteva che essere corrisposta da altrettanta attenzione in fase di cottura. La cucina è sempre stata la stanza più “vissuta” della famiglia, tanto che già da piccolo mi trovavo spesso a sfogliare i vecchissimi mini ricettari della Bertolini con la nonna, ed insieme ci mettevamo a fare dolci. Mia madre poi, grande cuoca di casa, verso la fine della terza media mi ha parlato dell’Alberghiero, da allora l’idea di diventare cuoco mi ha sempre più affascinato.
Si dice che il lavoro del cuoco, per quanto incredibile, sia molto duro. Come funziona una tua giornata tipo?
Fare il cuoco non solo è duro, ma, nella grande maggioranza dei casi, è logorante sia fisicamente che mentalmente. La giornata tipo di un cuoco consiste nell’entrare in cucina alle 9.00, predisporre e pulire la cucina e preparare le basi per il servizio. Alle 11.00 si pranza col personale, poi da mezzogiorno fino alle 14.00 c’è servizio. Si torna a casa per le 15.00 e alle 18.00 si è di nuovo in cucina per prepararsi al servizio serale, per poi tornare a casa verso l’1/1,30 di notte. Tutto questo per 6 giorni a settimana. QUESTA però NON è la mia giornata tipo. Ho fatto questo preambolo per spiegare meglio il mio lavoro: grazie a chi ha creduto in me, ho aperto il mio laboratorio di catering a Pavia, grazie al quale ogni giorno lavorativo è diverso dall’altro. Oggi sono a fare sopralluogo per un catering in villa, domani sono a fare showcooking in fiera a Rho, ieri magari tenevo una lezione di cucina nei miei laboratori… Un gran divertimento, con però tutte le preoccupazioni e apprensioni che può avere un piccolo imprenditore.
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Nome: Tuono Pettinato
Blog: Tuono Pettinato, Viaggio in Italia
Primo post: Dicembre 2011
Tuono Pettinato è un fumettista, un chitarrista finto, un illustratore e un autore pisano. E’ arrivato al grande pubblico con lavori come “Galileo! Un dialogo impossibile” (2009), “Garibaldi” (2010) e più recentemente con “Enigma, La strana vita di Alan Turing”, ma la sua produzione è vasta e capillare, passa tra free-press autoprodotte, superamici, riviste più o meno note, collettivi ed etichette discografiche dal nome improponibile. Gli abbiamo fatto qualche domanda.
Se le mie fonti non sono errate, ti sei laureato al Dams studiando più che altro cinema. Come è nata la passione per il fumetto?
Disegnando e trovando consensi che mi spronavano ad andare avanti: prima nei compagni di banco, poi coi giornalini scolastici e poi con le prime autoproduzioni. Ho sempre trovato nel fumetto un mezzo per far ridere, poi man mano ho provato a mescolare le risate con qualcosa di più complesso. E quando ho visto che i miei fumetti potevano piacere anche a persone al di fuori della mia cerchia di amici, forse quella è stata la molla per cominciare a fare sul serio. Sul serio si fa per dire, senza mai smettere di fare i cretini.
Se dovessi disegnare un film in fumetto quale sarebbe?
Credo mi cimenterei in un cinepanettone tratto da Ingmar Bergman. Lo intitolerei “Buzzurri e Grida”.
Tu sei un artista poliedrico, con un grande passato nella musica: mi si racconta che per anni (non) hai suonato la chitarra giocatolo nei Laghetto (noto gruppo della scena punk hc italica dei tardi anni ‘90, ndr.). Pare che ormai i Laghetto si siano sciolti, c’è da aspettarsi una carriera da solista?
Con l’ultimo lavoro i Laghetto sono giunti ad una maturazione concettuale inedita nel campo della musica: noi la chiamiamo “il coraggio di non suonare”. Adesso, in questo stesso istante contemporaneamente, ognuno di noi della band sta non-suonando da qualche parte.
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Nome: Gianni Solla
Blog: Hotel Messico
Primo Post: Dicembre 2007
Gianni Solla è uno scrittore napoletano di 36 anni. Il suo ultimo libro, Il Fiuto dello Squalo, è uscito l’anno scorso per Marsilio Editori. Noi gli abbiamo fatto qualche domanda.
Cosa inspira il tuo lavoro di scrittore?
Passo attraverso il tritacarne della narrativa i ricordi, le conversazioni che ascolto in metropolitana, i volantini dei centri commerciali, altero i fatti e faccio rientrare tutto nel mio sistema. La scrittura mi serve perché in realtà traduco nella mia lingua. Riscrivo, non scrivo. È un sistema che ho inventato io per rendere più vera la realtà, almeno la mia, mi sono trovato malissimo, lo consiglio a tutti.
Il protagonista del tuo libro, Lo Squalo, è un impresario discografico nel mondo del neomelodico partenopeo. Tu invece che rapporto hai con la musica?
Il protagonista del mio romanzo si chiama Sergio Scozzacane, detto lo Squalo per la forma a pinna del suo naso. È un impresario e lavora tra cantanti neomelodici e gruppi metal. Scozzacane utilizza la musica per chiedere soldi ai suoi clienti, in fin dei conti la odia come tutti odiano il proprio lavoro. Io invece che non ci lavoro con la musica ne ascolto molta e non mi curo di essere coerente passando da Mozart ai Mogwai a Chet Baker, Baustelle, My bloody valentine. Nel mio condominio una volta hanno appeso un cartello nell’ascensore invitandomi a tenere bassa la radio. Ad ogni modo sono un ascoltatore maniacale, mando sempre la stessa canzone fino a odiarla. Mi sembra l’unica maniera ragionevole di ascoltare musica.
Di cosa non puoi fare a meno quando scrivi?
Finalmente qualcuno che me lo chiede: Camel Lights, caffè, silenzio degli altri, musica mia, una sedia comoda, bustina di Oki, scrivania piena di libri sottolineati, post it per appunti da prendere a mano, pacchetto di fonzies e in estate mars dark chocolate confezione da sei.
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Nome: Giulia Mazza
Blog: Pazzy Giuly, Promise Me Stuff!
Primo post: Ottobre 2009
Bentornati nella nostra rubrica dedicata agli utenti di Tumblr! Oggi il nostro spazio è tutto per Giulia Mazza, una bravissima e giovane fotografa cresciuta in un paesino nei pressi di Mantova e trapiantata a Bologna. Giulia scatta fin da adolescente e ad oggi ha pubblicato su testate come Vogue Italia, Rolling Stones ed Enquire. Come se non bastasse, è anche la tastierista degli A Classic Education. Le abbiamo fatto qualche domanda.
Come è nata la tua passione per la fotografia?
E’ nata quando ho realizzato che quella vecchia Fujica regalatami da mio zio poteva essere l’amica speciale con la quale realizzare ciò che stava già lì pronto… solo in attesa di trovare il canale giusto.
Se potessi dare 3 consigli spassionati ad un fotografo in erba quali sarebbero?
Direi sicuramente di capire a fondo prima la tecnica per poi trovare il proprio linguaggio e poi di non tradirlo.
Cambiando tema: con gli A classic Education l’anno scorso avete fatto un mega tour, con più di 40 date in Nord America. Qual è stato il posto migliore e quello peggiore dove avete suonato?
Tutto il tour è stato pazzesco! La data che mi è piaciuta di più, direi una delle prime, al Bottletree di Birmingham, in Alabama. Mitico locale gestito da Brian Teasley, uno dei Man or Astro-man?, dall’arredamento di recupero accuratissimo. I camerini delle band sono delle roulotte anni 60/70 piene di intrattenimenti, come il mitico commodore 64!
La peggiore: l’ultima! Prima di tutto perché era l’ultima, quindi già malinconica di per sé, e poi perché situazione e mood del locale proprio non aiutavano. Il tour si è concluso a Columbus nell’Ohio e il locale era l’Outland.
Ultimo disco che hai comprato?
“Our House on the Hill” dei Babies.
Su Tumblr hai anche un altro (bellissimo) blog, Promise Me Stuff!. Ti va di dirci qualcosa su questo progetto?
Diciamo che un’altra delle mie grandi passioni è l’abbigliamento usato/vintage. Aprire un piccolo negozietto è nell’elenco dei miei desideri per questa vita. Però perchè non provare nel frattempo con uno store online? Così a settembre 2012 sono partita con Promise Me Stuff! La politica è un po’ quella da garage sale, prezzi bassi e accessibili e pezzi spesso recuperati tra privati appassionati di vintage.
L’estetica dello Shop è molto mia, mi diverte, essendo fotografa, camuffarmi e interpretare personaggi di fantasia per proporre gli articoli. Come modelli coinvolgo i miei amici. Ci sono poi un sacco di riferimenti musicali e cinematografici nella presentazione dei prodotti. Nello shop c’è anche una sezione “PROMISE KEEPERS” dedicata a chi acquista: chiedo di mandarmi una foto dell’articolo comprato indossato.
Ho molte idee per il futuro e spero di riuscire a conretizzarle in breve tempo.
Cosa ti piace di Tumblr?
Direi l’immediatezza, soprattutto per il discorso immagini. E’ uno strumento perfetto anche per fare ricerca o semplicemente per svagare la mente.
Blog preferiti?
His Clancyness on the streets in your town, il foto diario della nuova band con cui sto suonando adesso, e Yvynyl, il Tumblr di Mark Schoneveld dedicato a musica emergente e nuove scoperte. Mi diverte sempre poi scovare Tumblr come: The Cosby Sweater Project, Fashion in Twin Peaks e Bad Postcards.
Grazie mille Giulia!
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Nome: Carlotta Forasassi, Elettra Capecchi
Blog: Mad Emoiselle Sarabande Piano Duet
Primo Post: Ottobre 2012
Carlotta ed Elettra si sono incontrate per la prima volta all’età di 10 anni a Firenze, nel salotto della loro temibile insegnante di piano. Nel 2005 hanno iniziato a suonare insieme - o meglio - a quattro mani, per non smettere più. Gli abbiamo fatto un po’ di domande per la nostra rubrica dedicata agli utenti di Tumblr!
A cosa si ispira la vostra musica?
La nostra musica non è tanto ispirata perché non componiamo ma suoniamo musica di giganteschi compositori quasi tutti del passato! Mozart, Debussy, Ravel e molti altri che ci hanno lasciato un patrimonio immenso di brani, spesso poco conosciuto. Il nostro ensemble a 4 mani è una formazione cameristica che può eseguire pagine di infinita bellezza…l’ispirazione per noi risiede nell’interpretazione di questi capolavori cercando di mantenere intatto il messaggio che l’autore voleva comunicare: interpretare senza stravolgere… moooolto complicato!
Qual è l’ultimo disco che avete acquistato?
Enrico Pieranunzi plays Bach, Handel & Scarlatti, si tratta di interpretazioni ed improvvisazioni di uno dei più grandi pianisti della scena jazz italiana e, oserei dire, mondiale. Favoloso: un mix di classica e di improvvisazione ispirata. Un godimento assoluto dalla prima all’ultima nota.
Quali sono secondo voi gli aspetti migliori - e quelli peggiori - della musica italiana contemporanea?
Ad essere profondamente oneste la musica italiana contemporanea non è che ci tocchi particolarmente fatta eccezione per alcuni autori\compositori che sono veramente interessanti.
Un difetto che talvolta ci sembra di riscontrare in alcuni gruppi è la superficialità di intenti musicali (talvolta tragicamente accompagnati anche da una vera mancanza di messaggio poetico). Mi spiego, si ha la sensazione che non ci sia un vero e proprio lavoro di ricerca ma un semplice scopiazzamento senza senso che lascia veramente con l’amaro in bocca. Fortunatamente dall’altra parte in Italia abbiamo musicisti incredibili che compensano questa odiosa tendenza.
Il posto più bello dove avete suonato e quello dove vorreste assolutamente suonare.
Uno dei luoghi più suggestivi dove abbiamo suonato è stato un giardino privato. Un giardino incantato come ci piace definirlo. Si tratta di uno spazio delizioso in città ma un po’ fuori le mura, un po’ trasandato forse, ma in senso buono. L’abbiamo allestito con lucine, cuscini e tappeti. Il concerto è stato favoloso, pieno di tensione, una sorta di respiro teso, molto bello e suggestivo.
Attualmente la nostra scommessa è quella di portare la musica classica nei templi del rock… piano piano speriamo di avvicinarsi no? Forse già da febbraio faremo una piccola incursione… vi faremo sapere!
Qual è stato l’ultimo concerto al quale avete partecipato come spettatrici?
L’ultimo insieme e’ un po’ lontano nel tempo, era un concerto di Kristyan Zimerman, pianista da noi adorato e venerato oltremisura. La summa della musica. Un uomo delicato e forte al tempo stesso che riesce sempre a regalare emozioni uniche ed irripetibili. Credo che da duo il nostro ultimo concerto sia stato questo.. Da sole poi, io, Carlotta, l’ultimo a cui ho assistito era un concerto dei Werner alla Strozzina di Firenze (ed Elettra era lì perché suonava nel gruppo!), ma il suo ultimo concerto da spettatrice è stato quello dei Ka Mate Ka Ora, un altro gruppo della stessa casa di produzione.
Su Tumblr avete anche un altro blog, concerto intimo. Cosa vi piace della piattaforma?
La piattaforma Tumblr è molto versatile, la si puo usare come un social network ma anche come una vetrina ed è questa la cosa che più ci piace. Noi abbiamo un fb abbastanza seguito ma Tumblr ci permettere di condividere foto e altri contenuti in modo, come posso dire, più ordinato. Tipo un sito autogestito. Il fatto di poter gestire le informazioni, i post, cosa mettere e cosa levare ci dà proprio la sensazione di riuscire a gestire la nostra immagine senza filtri.
Blog preferiti?
Quelli di fotografia e di immagini poetiche, si trovano mondi paralleli dove ti puoi perdere serenamente lasciando libero sfogo ad una fantasia galoppante.
Grazie ragazze :)
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Nome: Alessandro Lise e Alberto Talami
Blog: Melma Crepuscolo
Primo post: Gennaio 2012
Alessandro Lise e Alberto Talami sono due incredibili fumettisti dell’assurdo, hanno esordito anni fa con il volume Quasi Quasi mi Sbattezzo ed ogni settimana pubblicano una striscia sul loro blog Melma Crepuscolo. Gli abbiamo fatto alcune domande per la nostra rubrica dell’Utente del Mese (che da questo mese raddoppia, a proposito!).
Voi lavorate in coppia ormai da 11 anni: come funziona il vostro processo creativo?
Ci troviamo ogni settimana a sceneggiare due/tre tavole assieme. Buttiamo giù un layout di massima che poi Alberto disegna. Quando la tavola è pronta, Alessandro scrive i dialoghi. Alle volte – ma è raro – i dialoghi vengono scritti prima e cerchiamo di adattare le immagini al testo. A seconda dei progetti che portiamo avanti le trame sono più o meno definite. Il più delle volte, comunque, si sviluppano man mano che progrediamo con la storia.
Per quanto riguarda le strisce, invece, il processo è un po’ diverso: nascono come una sfida che facciamo uno all’altro. Si dividono in due filoni: microcarver e melmacrepuscolo. I microcarver sono raccontini che Alberto illustra, senza che Alessandro dia suggerimenti; i melmacrepuscolo, viceversa, sono disegni che Alberto butta giù a estro e su cui Alessandro improvvisa dei testi…
A chi si ispira il vostro lavoro? Avete degli artisti di riferimento?
Osamu Tezuka e Vincenzo Filosa.
Tolto Quasi quasi mi sbattezzo (editore Becco Giallo), i vostri lavori sono tutti autoprodotti. Pensate che Internet venga in aiuto a chi vuole il totale controllo del proprio lavoro o che si corra il rischio opposto?
Mh. Perché internet possa venire in aiuto bisogna essere bravi a promuversi (e avere tempo).
Gira voce che avete addirittura inventato un font. Come lo avete chiamato?
Tuanonna.
A cosa state lavorando ora?
I progetti in corso sono molti: abbiamo quasi finito il terzo numero della nostra serie annuale, Eschaton, che uscirà se tutto va bene per Treviso Comics 2013 - presto inizieremo anche il quarto; abbiamo in cantiere un fumetto per ragazzi (a colori) che ancora non sappiamo bene in che forma pubblicare; stiamo preparando le nuove strisce; entro l’anno pubblicheremo un’anteprima di una biografia del matematico Evariste Galois; da quindici anni stiamo cercando di finire un volume di fantascienza ambientato nella steppa russa… ma soprattutto stiamo lavorando a un progetto segreto a tema biciclette.
Perché avete scelto Tumblr per ospitare Melma Crepuscolo?
Perché è semplice, immediato e veloce e ci piace il sistema di diffusione delle immagini.
Blog preferiti?
Catasrofe, Tuono Pettinato, Same Hat!, Battuta di Caccia, Illuminato Bene e Il Blog del Guarna.
Grazie!
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Utente del mese: Daniela Tieni
Blog: Hole
Primo post: Dicembre 2009
Daniela Tieni è una giovane illustratrice romana che ci piace un sacco, e ve lo abbiamo già detto qua. Ora abbiamo deciso di farle una piccola intervista per la nostra (rinvigorita) rubrica dell’utente del mese.
Cosa ispira il tuo lavoro artistico?
Di tutto: la musica, il design, l’architettura, una semplice passeggiata. La realtà e quello che vivo e guardo tutti i giorni sono il mezzo per alimentare le mie fantasie, basta non stancarsi mai, non perdere mai il motore della curiosità. Che per me è anche l’unica via di salvezza.
Qual è la cosa che ti piacerebbe illustrare di più in assoluto?
Mi piacerebbe illustrare dischi.
Cosa suggeriresti ai giovani illustratori che vorrebbero intraprendere il tuo stesso cammino?
Di studiare, di esercitarsi ogni giorno con il disegno, e di essere costanti.
Tre cose di cui non puoi fare a meno quando disegni.
I miei libri, un po’ di musica, e dei biscotti.
Secondo te in che modo la libera condivisione dei contenuti online ha influenzato il panorama artistico italiano?
Credo sia un’enorme risorsa quella di avere a disposizione una rete di immagini, articoli o altro da poter consultare, selezionare, studiare. La vedo solo come una inesauribile ricchezza, ed è uno dei vantaggi di questa generazione che da una parte è fagocitata dalla rete, dall’altra può permettersi di viaggiare a costo zero e di rimanere aggiornato su quello che accade nel mondo.
Cosa ti piace di Tumblr?
Tumblr mi fa scoprire di continuo delle meraviglie. Trovo che sia un’ottima piattaforma per la condivisione del proprio lavoro. Poi mi piace tantissimo scovare blog, stranezze o fotografie che non conosco, e che si aggiungono all’ archivio di immagini che tengo nel mio computer.
Blog preferiti su Tumblr?
Ti dico il mio preferito in assoluto, quello della mia amica Laura Lali: hoplalalaa.
Grazie Daniela :)
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Utente del mese: Armin Barducci
Blog: Restituzione
Primo post: Agosto 2009Ogni mese sul blog dello staff dedichiamo un piccolo spazio ad uno dei nostri utenti. Oggi è il turno di Armin.
Armin Barducci è un fumettista e vive a Bolzano, dove fa un sacco di cose: insegna presso la scuola di fumetto, lavora con i ragazzi del centro Charlie Brown e soprattutto disegna. Gli abbiamo fatto un po’ di domande.Qual è stato il primo fumetto che hai disegnato?
Il primissimo fumetto che ho fatto risale al 11.11.1988 e narrava l’avventura “Incontro di Boxe” del “Piccolo Cinesino”. Costui era un piccolo asiatico con un solo capello in testa che in un incontro di boxe menava di santa ragione il suo avversario. Un giorno un amico di gioventù di mia madre fece un’improvvisata a casa nostra portando in dono metri e metri di vecchia carta da stampante (quella con i fori). Io utilizzai questa carta per fare le avventure del Piccolo Cinesino, che puntualmente finivano con un autoparlante che spuntava all’improvviso da un angolo del foglio per annunciare la vittoria dell’eroe asiatico. Mi divertivo molto, mi sfogavo. Ora che ho a che fare con tantissimi bambini scopro che la creazione di un personaggio invincibile che mena tutti e che vince su tutti è cosa alquanto banale. Lo fanno il 90% dei bambini. Le bambine invece no, loro sono più variegate, magari un po più ordinarie, ma più sensate nelle storie. I maschi devono sempre spaccare tutto. La storia “incontro di Boxe” del Piccolo Cinesino è stata pubblicata qui.
Quale sarà invece il tuo prossimo progetto?
Ho davvero tanti progetti in corso e si suddividono in quelli che devo promuovere in continuazione (le pubblicazioni cartacee), quelli in corso da una vita (creazione di mille mila mostri), quelli su commissione (festival e spettacoli) e quelli che tanto desidererei fare e che non riesco per mancanza di tempo (ho un archivio di progetti criogenizzati). Comunque, il progetto più vicino e che durerà più di un anno sarà composto da una serie di laboratori di fumetto giornalistico, diario di viaggio e di recupero della memoria storica in Bosnia. Farò all’incirca tre viaggi in Bosnia tenendo un diario di viaggio disegnato (per lo più a fumetto), fotografie e un geoblog per documentare il tutto. Una volta lì lavorerò con un gruppo di ragazzi bosniaci che verranno seguiti anche dalla mia collega Chiara Visca (con la quale faccio molti laboratori e spettacoli di visual-storytelling). Infine il materiale verrà trattato in post produzione e cercherò di creare una pubblicazione con le mie esperienze e quelle dei ragazzi con i quali lavorerò sul posto. Partirò per il primo viaggio tra pochi giorni (da quest’intervista).
Una volta tornato, in Ottobre, verrà anche pubblicato un altro progetto (di un anno fa) di un mio viaggio in Kosovo (il fumetto verrà colorato dal colorista Nicola Righi).
Tu sei molto impegnato con progetti educativi e di formazione per ragazzi: qual è l’aspetto più interessante dell’introdurre i fumetti ai bambini?
Che loro sono ancora privi dallo spurio del mondo degli adulti. La loro fantasia è genuina, vola, non la ferma nessuna. Abbiamo tanto da imparare dalla loro libertà (imparare ma mai rubare. Sarebbe una cosa spregevole). Il fumetto in sé è un mezzo poliedrico, a 360°, che tocca tantissime discipline. Per questo ha ancora appiglio sui ragazzi. Si possono esprime in tantissime forme diverse, sono liberi di scegliere quale approccio adottare, cosa raccontare e liberi di giocare al “divin gioco della creazione”.
Parlando di autoproduzioni: credi che il web venga in aiuto ai giovani autori che vogliono mostrare il loro lavoro ad un pubblico più ampio di quello delle fanzine? Hai dei consigli per loro?
Quando una decina d’anni fa ho letto “Reinventare il fumetto” di Scott McCloud ritenevo le sue teorie sull’ipotetico futuro del mezzo fumetto sul web una cosa molto interessante, ma un po’ esagerata. La carta deve rimanere, pensavo convinto. Poi il web si è evoluto e le sue teorie sono diventate più che applicabili, ma il mondo del fumetto è il regno dell’ottusità. Credo che il mezzo fumetto, un mezzo popolare, abbia da sempre sofferto di non essere considerato un mezzo “alto” d’espressione artistica. Sempre messo in punizione, sempre relegato a lettura per bambini e/o da gabinetto - insomma, per bambini che fanno la cacca. Inoltre il mezzo ha avuto la malaugurata idea di ancorarsi ad un supporto che diventerà sempre più costoso nella sua produzione e diffusione: la carta. Ok, potrei andare avanti ore ed ore, pagine e pagine su questo argomento, ma cercherò di non divagare - scusate, deformazione da insegnate e disperato disegnatore che ancora si arrabbia del perchè il mondo del fumetto cartaceo è un disastro.
Il web aiuta, ma ci sono da considerare ben due fattori. Il primo che il web è in continua trasformazione e che i giovani autori devono saper produrre cose sempre più ricercate, interessanti, particolari. Inoltre devono conoscere benissimo tutti i “luoghi” della rete. Come funzionano i social network, le piattaforme, quali sono quelli che funzionano, come usarli al meglio per promuoversi e quali sono quelli in declino per non rimanere ancorati a sistemi morenti. La seconda cosa da considerare è la costanza e la regolarità. Senza quella è inutile che apri un blog, che partecipi ad un social network. Postare una volta a mese è come essere invisibili. Bisogna avere un piano, un’organizzazione dei post, conoscere i giorni della settimana, l’affluenza dei visitatori, le ore migliori e soprattutto bisogna scegliere un approccio. Serve tanto impegno, metodo ed organizzazione.
Web comic preferito (se ne hai uno)?
Sembrerà strano ma non ce l’ho più. Adoravo “A modest destiny”, ma non viene più fatto.
Cosa ti piace di Tumblr?
La sua bulimia ed il suo linguaggio per lo più visivo.
Quali sono i tuoi blog preferiti su Tumblr?
Skiribilla, un’amica che adora raccogliere le malefatte visive di noi operatori del mondo cartaceo illustrato; Yomo e il suo continuo parlare; Oxane, che mi da una buona panoramica sui collage; Fantagraphic, casa editrice per la quale ho più che un debole; Picchu che mi mostra buone nuove dal mondo della Street Art; ed Inspiring Illustration, meraviglioso per le illustrazioni.

![Nome: Chiara Perrone
Blog: Siamo tutti conigli, Buongiorno Notte
Primo post: Novembre 2011
L’utente che abbiamo intervistato questa settimana è Chiara Perrone, una giovane illustratrice italiana che vive in Belgio, a Bruxelles. Chiara si occupa anche di animazione grafica e video. Le abbiamo fatto qualche domanda.
Come è nata la tua passione per l’illustrazione
Ho sempre disegnato, é sempre stato uno dei miei “giochi” preferiti. Prima di imparare a leggere sfogliavo Asterix e altri fumetti della grassa collezione di mio nonno e mio zio e una volta istruita non li ho mai lasciati, divorandoli uno ad uno molteplici volte. Nel mio Olimpo ci sono da sempre la rivista Linus, Quino, Beetle Baley, Feiffer, Goscinny, Hugo Pratt.. E la passione per il bianco e nero e il disegno d’humor vengono da lì. In seguito durante i miei studi a La Cambre a Bruxelles, ho avuto la possibilità di strutturare e affinare il disegno e la creazione. Devo a Pascal Lemaitre, mio professore d’illustrazione, la libertà che oggi ho con il disegno nonostante le “impostazioni” che una scuola d’arte arriva a incorporarti o meno; teneva molto al lato sentimentale e irrazionale dell’atto del disegno.
Cosa c’è sulla tua scrivania?
Da quando ho cominciato a lavorare la mia scrivania me la porto in borsa ogni giorno: bic nera e blocco di piccola taglia a fogli bianchi. Non ho bisogno di un tavolo, disegno ovunque, specialmente se mi annoio. Quando so di avere del tempo aggiungo la mia scatola d’acquerelli.
[[MORE]]
Cosa ti manca di più dell’Italia da quando sei in Belgio?
Vengo da Roma e non è facile il confronto quotidiano con Bruxelles, la luce è la cosa che mi manca di più in assoluto: a Roma si vive nel contrasto delle ombre, e la luce è in qualche modo dorata. Bruxelles è l’opposto, la luce è bianca, non ci sono ombre, la visione è più tenue e più piatta.
Qual è invece la tua birra belga preferita?
Hoegaarden, birra bianca fiamminga, servita senza limone.
Com’è nata l’idea di Siamo tutti conigli?
I conigli sono nati su uno dei miei blocchi da “borsa”, una volta visto il risultato di queste ultime elezioni. Non é precisamente la noia che li ha fatti apparire. Ho cominciato il giorno dopo il voto, dopo un certo numero ho mostrato la serie ai miei amici e autori, Alfredo Zucchi e Luca Mignola. E’ piaciuta, e nel furore del discorso post-elettorale (e non solo) abbiamo pensato le vignette, loro hanno curato la maggior parte dei testi.
Su Tumblr hai anche un altro blog, Buongiorno Notte. Cosa ti piace della piattaforma?
Mi piace pensare Buongiorno Notte come un “refugium peccatorum”, il mio salon de refusée. Lavoro nella comunicazione come creativa e d’immagini ne vedo e ne ricerco a pacchi. Mi piace come funziona il sistema di tag e di poter “attirare” dei giapponesi, ad esempio. Trovo che sia un sistema di condivisione non aggressivo ed estremamente libero.
Blog preferiti?
Ho scoperto Tumblr in qualità di fun di this isn’t happiness. Tra i preferiti cito Still Life Quick Heart, kael108, e trovo davvero geniale L’arte spiegata ai truzzi, da morire dal ridere.
Grazie Chiara!](http://25.media.tumblr.com/509f5afb5b27a0be228f499f56f89938/tumblr_mm2979ZRPv1qifdoco1_1280.png)
![Nome: Tuono Pettinato
Blog: Tuono Pettinato, Viaggio in Italia
Primo post: Dicembre 2011
Tuono Pettinato è un fumettista, un chitarrista finto, un illustratore e un autore pisano. E’ arrivato al grande pubblico con lavori come “Galileo! Un dialogo impossibile” (2009), “Garibaldi” (2010) e più recentemente con “Enigma, La strana vita di Alan Turing”, ma la sua produzione è vasta e capillare, passa tra free-press autoprodotte, superamici, riviste più o meno note, collettivi ed etichette discografiche dal nome improponibile. Gli abbiamo fatto qualche domanda.
Se le mie fonti non sono errate, ti sei laureato al Dams studiando più che altro cinema. Come è nata la passione per il fumetto?
Disegnando e trovando consensi che mi spronavano ad andare avanti: prima nei compagni di banco, poi coi giornalini scolastici e poi con le prime autoproduzioni. Ho sempre trovato nel fumetto un mezzo per far ridere, poi man mano ho provato a mescolare le risate con qualcosa di più complesso. E quando ho visto che i miei fumetti potevano piacere anche a persone al di fuori della mia cerchia di amici, forse quella è stata la molla per cominciare a fare sul serio. Sul serio si fa per dire, senza mai smettere di fare i cretini.
Se dovessi disegnare un film in fumetto quale sarebbe?
Credo mi cimenterei in un cinepanettone tratto da Ingmar Bergman. Lo intitolerei “Buzzurri e Grida”.
Tu sei un artista poliedrico, con un grande passato nella musica: mi si racconta che per anni (non) hai suonato la chitarra giocatolo nei Laghetto (noto gruppo della scena punk hc italica dei tardi anni ‘90, ndr.). Pare che ormai i Laghetto si siano sciolti, c’è da aspettarsi una carriera da solista?
Con l’ultimo lavoro i Laghetto sono giunti ad una maturazione concettuale inedita nel campo della musica: noi la chiamiamo “il coraggio di non suonare”. Adesso, in questo stesso istante contemporaneamente, ognuno di noi della band sta non-suonando da qualche parte.
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Ultimo libro/fumetto acquistato?
Tra i vari recenti festival di fumetti ho fatto un po’ di acquisti. alcune scommesse sicure: “Rap Violent In The Ghetto Street” del Dr. Pira, “Blorch” di Maicol&Mirco, “Monte Battaglia” di Cortesi/Peddes/Paolini, “Alda Merini” di Silvia Rocchi, l’antologia “Raccolta 1992-2012” di Baronciani; e alcune gradite scoperte: l’anno passato ero impazzito per “Tormenti” di Furio Scalpelli, stavolta per “La Guerre De Cent Ans” di Gus Bofa, un modernissimo autore di fine ottocento!
Su Tumblr hai anche un altro blog, Viaggio in Italia. Che roba è?
Il Grand Tour degli scrittori stranieri in Italia dal Seicento al Novecento è un argomento che frequento da un po’ di tempo. Il progetto inizialmente ha preso la forma di vignette brevi, comparse sul web in un paio di occasioni (prima col blog collettivo “Baffi”, al quale partecipavo assieme ad Alessio Spataro, Lucho Villani, Federica Del Proposto e Valentina Pettinelli, poi ospite di quegli allegri eruditi dell’Archivio Caltari).
Ho ripreso di recente questa mia ossessione per i viaggiatori vip d’altri tempi quando si è presentata l’occasione di serializzare episodi di due pagine mensilmente su Linus. Il Tumblr raccoglie bozzetti, anteprime e approfondimenti bibliografici sull’argomento.
Mi piace utilizzare uno spazio web per coltivare l’immaginario di un progetto al quale sto lavorando, dà l’opportunità di spiegare meglio a chi ti segue cos’hai in mente e di far entrare il lettrore nel tuo mondo. A me poi dà anche l’impressione, sicuramente illusoria, di avere un qualche ordine e controllo sulle mie idee piuttosto ingarbugliate.
Tumblr, con la sua immediatezza e il suo carattere fortemente visivo, è un ottimo strumento per questo proposito.
Come sei finito su Tumblr?
Non saprei, credo un po’ per curiosità e un po’ cercando uno strumento più efficace per condividere rapidamente e facilmente le immagini e i disegnetti. Sono anche, ahimè, molto volubile, per cui sono sempre pronto a lanciarmi in nuove applicazioni social per meglio propagandare le mie nefandezze e calembours estemporanei. Come sempre, la mia parte responsabile mi brontola ogni volta che trovo un diversivo in più dai miei doveri disegneschi, e anche stavolta non ha potuto non ammonirmi con il solito mantra: “ci mancava solo Tumblr!”
Blog preferiti?
A parte l’esilarante Tumblr del mio concittadino e collega Francesco Guarnaccia , a interessarmi sono soprattutto quelli inquietanti, tetrissimi e d’argomento funereo-crepuscolare: tra i vari, citerei Nymphomeniac, Monster Made Of Eyes, put your mascara on, o Dantes Inferno andando più sul classicismo, come anche Illumanu e lo spavaldo Pre-Raphaelite Art (già il nome fa riderissimo). Ne deduco che dai Tumblr cerco più spunti visivi dell’arte classica da indagare, scopiazzare e parodiare, piuttosto che fumetti e vignette. Però non disdegno neanche i Tumblr splendidamente deliranti come Lana Del Rey Dancing.
Ah, mi ero dimenticato FuckYeahBritishOldSchoolGaming , per evidenti ragioni di nostalgia.
Tu fai parte dei Superamici, alcune fonti mi dicono si tratti di un collettivo di fumettisti che disegna di giorno e sconfigge le forze del male la notte. E’ giusto?
Tutto vero, eccetto quando siamo impegnati in tornei di minigolf in notturna, in quei casi la cittadinanza deve arrangiarsi a difendersi da sola contro le forze del crimine.
Grazie Tuonino :)](http://25.media.tumblr.com/c6f8e1e0dbab42a475638039f3b1506d/tumblr_mk9if42SZE1qifdoco1_1280.jpg)
![Nome: Gianni Solla
Blog: Hotel Messico
Primo Post: Dicembre 2007
Gianni Solla è uno scrittore napoletano di 36 anni. Il suo ultimo libro, Il Fiuto dello Squalo, è uscito l’anno scorso per Marsilio Editori. Noi gli abbiamo fatto qualche domanda.
Cosa inspira il tuo lavoro di scrittore?
Passo attraverso il tritacarne della narrativa i ricordi, le conversazioni che ascolto in metropolitana, i volantini dei centri commerciali, altero i fatti e faccio rientrare tutto nel mio sistema. La scrittura mi serve perché in realtà traduco nella mia lingua. Riscrivo, non scrivo. È un sistema che ho inventato io per rendere più vera la realtà, almeno la mia, mi sono trovato malissimo, lo consiglio a tutti.
Il protagonista del tuo libro, Lo Squalo, è un impresario discografico nel mondo del neomelodico partenopeo. Tu invece che rapporto hai con la musica?
Il protagonista del mio romanzo si chiama Sergio Scozzacane, detto lo Squalo per la forma a pinna del suo naso. È un impresario e lavora tra cantanti neomelodici e gruppi metal. Scozzacane utilizza la musica per chiedere soldi ai suoi clienti, in fin dei conti la odia come tutti odiano il proprio lavoro. Io invece che non ci lavoro con la musica ne ascolto molta e non mi curo di essere coerente passando da Mozart ai Mogwai a Chet Baker, Baustelle, My bloody valentine. Nel mio condominio una volta hanno appeso un cartello nell’ascensore invitandomi a tenere bassa la radio. Ad ogni modo sono un ascoltatore maniacale, mando sempre la stessa canzone fino a odiarla. Mi sembra l’unica maniera ragionevole di ascoltare musica.
Di cosa non puoi fare a meno quando scrivi?
Finalmente qualcuno che me lo chiede: Camel Lights, caffè, silenzio degli altri, musica mia, una sedia comoda, bustina di Oki, scrivania piena di libri sottolineati, post it per appunti da prendere a mano, pacchetto di fonzies e in estate mars dark chocolate confezione da sei.
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Cosa stai leggendo ora?
Ho appena terminato Tutte le famiglie sono pscicotiche di Douglas Coupland e comincio Caino di Saramago. Tutti e due i libri parlano di una famiglia. Uno, di una delle ultime e l’altro, della prima. In tutti e due i libri ogni componente paga le colpe degli altri. I due libri sembrano dire che la famiglia non sia il più sicuro dei posti. Un invito occulto a sterminare la propria.
Credi che la libera condivisione dei contenuti nel web abbia influenzato il mondo dell’editoria italiana?
Credo che il web abbia influenzato molto gli scrittori, dando loro la possibilità di farsi leggere e di leggere sconosciuti, ma non ritengo che l’editoria nel suo complesso sia molto cambiata. Il nuovo non è necessariamente meglio del vecchio. I grandi editori utilizzano sempre le stesse leve promozionali e sanno piazzare chirurgicamente, attraverso il marketing, un titolo. Ma questa non è una colpa, i soldi non lo sono mai. L’editoria si è trasformata nella camera di decompressione della televisione. Il passaggio dal tubo catodico alla carta è facile e porta soldi. Il web, creando comunità, può suggerire nuovi autori a lettori annoiati, ecco, questa mi sembra una grande risorsa. Attraverso i blog e i social network ho avuto maniera di leggere autori non pubblicati ma anche di scoprire grandi autori che non conoscevo ancora.
Cosa ti piace di Tumblr?
Tumblr dà poco spazio ai profili degli utenti spostando l’attenzione sui contenuti. La dashboard è un flusso ininterrotto di immagini, filmati, frasi stucchevoli, pornografia, articoli politici, citazioni di film. La trovo potente e suggestiva perché mischia i generi e dà molti spunti. La frequenza di aggiornamento dei singoli blog contribuisce ad avere l’effetto “caos”. Guardo poco i profili anche se molti utenti fanno delle scelte di immagini o testi notevoli.
Blog preferiti?
Una breve lista: Fantasticazioni, noonesvision, Perchè grande era il cuore e disinteressato, walk, in silence, natural born egocentrique, gabinetto di Violet, the italian game.
Grazie Gianni!](http://25.media.tumblr.com/ce8cba3cf578ff62f6afcc5df2aab3ae/tumblr_mj6mycn42s1qifdoco1_1280.jpg)


