#utenti

    • Nome: Nunzio PaciBlog: Nunzio PaciPrimo post: dicembre 2012Le sette domande del mese le abbiamo fatte ad un visual artist nostrano molto apprezzato, il suo blog è una gemma, vi consigliamo vivamente di dargli un’occhiata! Intanto…Come hai cominciato a disegnare?Ti racconto un episodio della mia infanzia. Il mio amico Ivan, alla scuola materna, disegnò un treno sul quale viaggiavano, salutando dal finestrino, tutti i suoi amici, me compreso. Quel disegno mi piacque così tanto che alla prima occasione me ne impossessai e andai a mostrarlo alle maestre spacciandolo per mio. Quando l’inganno venne scoperto, le maestre mi misero in castigo e il mio amico Ivan non mi rivolse più la parola. Alla fine tutto si sistemò, ma da allora capii che avrei dovuto impegnarmi affinché fossero gli altri a voler rubar i miei disegni :-)Dove trai ispirazione per il tuo lavoro?In questo periodo sto analizzando alcuni materiali trovati durante il mio recente viaggio in Cina e che credo possano dare vita a nuovi lavori.3 cose di cui non puoi fare a meno quando lavoriAscoltare musica, una buona matita e nessuno intorno.[[MORE]]Se potessi tornare indietro nel tempo e incontrare il te stesso di 10 anni fa, che consigli ti daresti?Pasti regolari, 8 ore di sonno e una corsetta al mese… Piuttosto, preferirei che il me stesso più vecchio di 10 anni venisse a trovarmi ogni tanto!3 cose che ami di Milano - e 3 che odiLe cose che odio sono: i semafori all’interno delle rotonde e quelli che “ma dai, non vivi a Milano, cosa ci stai a fare a Bologna?” 3 cose che amo di Milano: lo slang, le milanesi e, che a volte, non sembra neanche di essere a Milano!Cosa ti piace di Tumblr?L’assoluta libertà e, da ora, le interviste agli artisti ;-)Blog preferiti?Tantissimi, tra cui: 2HeadedSnake, L’Acte Gratuite, Artchipel, Artnet, Asylum Art, Beautiful Bizarre Magazine, Dark Silence in Suburbia, Devid Sketch Book, Ghost in the machine, Hi-Fructose, Juxtapoz e My amp goes to 11.Grazie Nunzio!Foto liberamente concessa da Nunzio Paci

      Nome: Nunzio Paci

      Blog: Nunzio Paci

      Primo post: dicembre 2012

      Le sette domande del mese le abbiamo fatte ad un visual artist nostrano molto apprezzato, il suo blog è una gemma, vi consigliamo vivamente di dargli un’occhiata! Intanto…

      Come hai cominciato a disegnare?

      Ti racconto un episodio della mia infanzia. Il mio amico Ivan, alla scuola materna, disegnò un treno sul quale viaggiavano, salutando dal finestrino, tutti i suoi amici, me compreso. Quel disegno mi piacque così tanto che alla prima occasione me ne impossessai e andai a mostrarlo alle maestre spacciandolo per mio. Quando l’inganno venne scoperto, le maestre mi misero in castigo e il mio amico Ivan non mi rivolse più la parola. Alla fine tutto si sistemò, ma da allora capii che avrei dovuto impegnarmi affinché fossero gli altri a voler rubar i miei disegni :-)

      Dove trai ispirazione per il tuo lavoro?

      In questo periodo sto analizzando alcuni materiali trovati durante il mio recente viaggio in Cina e che credo possano dare vita a nuovi lavori.

      3 cose di cui non puoi fare a meno quando lavori

      Ascoltare musica, una buona matita e nessuno intorno.

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    • Nome: Gringo
Blog: Back to sun
Primo post: gennaio 2013
Gringo è un giovane blogger che abbiamo scovato un po’ di tempo fa qui. Di lui non sapevamo nulla, così gli abbiamo fatto le nostre sette domande del mese.
Chi sei?
Antonio Gargiulo, uno studente romano di 19 anni che occupa il suo tempo tra progetti di musica (più o meno) elettronica e “collage”, difficili da definire in modo più preciso.
Dove trai ispirazione per il tuo lavoro?
I miei lavori nascono dal vizio di mettersi in tasca ogni tipo di adesivo, rivista, foto o depliant che trovo in giro, per poi attaccarlo sull’armadio marrone di camera mia. Un giorno, penso un annetto fa, senza alcun motivo ben preciso, ho iniziato a ritagliarli ed attaccarli tra loro creando immagini con scenari senza dimensioni e prospettive ben definite, cercando soltanto di ottenere qualcosa di “bello”. La svolta è stata quando ho trovato un vecchio scatolone pieno cartoline ingiallite nella cantina di mio nonno, probabilmente le collezionava ma purtroppo non posso più chiederglielo. Ora quando mi sento di volerlo fare, le ritiro fuori, taglio, creo e scannerizzo, senza modificarle digitalmente. 
La maggior parte non ha un significato ben preciso, o comunque non è il significato che voglio dargli ciò che importa. Se proprio dovessi dargli un senso penso che la cosa più affascinante sia che prendo parti di cose diverse e le metto insieme, io non disegno ne progetto nulla, tutto quello che si vede nei miei lavori già c’era. Io sono solo un mezzo. Per questo non mi piace troppo definirli collage (fa molto rivista di découpage per settantenni), sono simili a ciò che Burroughs faceva in scrittura con il cut-up o i beat maker in musica con i campionamenti.
[[MORE]]
3 cose di cui non puoi fare a meno quando lavori
Il taglierino verde, tante foto sparpagliate ovunque, musica brutta a volume alto.
Se potessi tornare indietro nel tempo e incontrare il te stesso di 10 anni fa, che consigli ti daresti?
Non penso che il bimbo di nove anni che ero possa dare molta attenzione alle parole del me di adesso, forse gli direi di iniziare a suonare il sax e di non vedersi mai “It” l’anno dopo per evitare di odiare i pagliacci a vita.
Cosa c’è sulla tua scrivania?
La mia scrivania è un essere strano che cambia continuamente, le uniche cose che ci sono sempre sono una lampada dell’Ikea piena di disegni lasciati a metà, un vecchio stereo sempre acceso e una marea di vestiti, fogli, libri che non leggo e una scatola di vini vuota che non so perché sia qua, ci ho fatto caso solo ora. Infatti mo la butto.
Cosa ti piace di Tumblr?
Tumblr, per quanto vorrei fare un discorso con chi abbia scelto questo simpatico nome del ca**o, è un posto dove darsi consistenza, presentarsi, esporre i propri lavori ovunque e in ogni momento. È comodo e semplice.
Blog preferiti?
In realtà seguo un po’ di tutto, soprattutto blog di tatuaggi, di street art e altre cose che non c’entrano nulla con quello che faccio io. Non saprei dire i miei blog preferiti. Lo uso più come una vetrina dove mettere quello che faccio, e funziona perfettamente.
Grazie Antonio!
Illustrazione di Gringo 

      Nome: Gringo

      Blog: Back to sun

      Primo post: gennaio 2013

      Gringo è un giovane blogger che abbiamo scovato un po’ di tempo fa qui. Di lui non sapevamo nulla, così gli abbiamo fatto le nostre sette domande del mese.

      Chi sei?

      Antonio Gargiulo, uno studente romano di 19 anni che occupa il suo tempo tra progetti di musica (più o meno) elettronica e “collage”, difficili da definire in modo più preciso.

      Dove trai ispirazione per il tuo lavoro?

      I miei lavori nascono dal vizio di mettersi in tasca ogni tipo di adesivo, rivista, foto o depliant che trovo in giro, per poi attaccarlo sull’armadio marrone di camera mia. Un giorno, penso un annetto fa, senza alcun motivo ben preciso, ho iniziato a ritagliarli ed attaccarli tra loro creando immagini con scenari senza dimensioni e prospettive ben definite, cercando soltanto di ottenere qualcosa di “bello”. La svolta è stata quando ho trovato un vecchio scatolone pieno cartoline ingiallite nella cantina di mio nonno, probabilmente le collezionava ma purtroppo non posso più chiederglielo. Ora quando mi sento di volerlo fare, le ritiro fuori, taglio, creo e scannerizzo, senza modificarle digitalmente. 

      La maggior parte non ha un significato ben preciso, o comunque non è il significato che voglio dargli ciò che importa. Se proprio dovessi dargli un senso penso che la cosa più affascinante sia che prendo parti di cose diverse e le metto insieme, io non disegno ne progetto nulla, tutto quello che si vede nei miei lavori già c’era. Io sono solo un mezzo. Per questo non mi piace troppo definirli collage (fa molto rivista di découpage per settantenni), sono simili a ciò che Burroughs faceva in scrittura con il cut-up o i beat maker in musica con i campionamenti.

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    • Nome: Elena Pellizzon
Blog: PHOTODIARY (NSFW)
Primo post: Ottobre 2012
Elena è una giovane e talentuosa fotografa di Novara trapiantata a Roma, il suo diario e il suo progetto personale, El’s Project, sono ricchi di scatti evocativi e spudorati (NSFW gente!). Non abbiamo resistito, le abbiamo fatto le nostre sette domande del mese.
Come è nata la tua passione per la fotografia?
Da ragazzina mi rendeva triste il fatto che nessuno mi scattasse una foto o che non si scattassero foto in generale, era brutto non possedere una scatola piena di fotografie per ricordare momenti e situazioni.
Chiesi come regalo di compleanno una macchina fotografica e iniziai a scattare fotografie alla mia famiglia, ai miei amici e ai paesaggi.
L’iscrizione al liceo artistico e l’inizio del corso di camera oscura segnarono il mio vero inizio, con un approccio più serio e personale alla fotografia, ricercando sempre di più l’intimo e non più la vera realtà.
EL’s project nasce proprio da questo, nasce alla fine del liceo e continua ancora oggi, una serie di autoritratti in cui parlano gli stati d’animo . 
Un lavoro fotografico per accettarmi e per guardarmi.
Da ricordare me stessa a raccontare me stessa.
Dove trai ispirazione per i tuoi scatti?
Per i miei autoritratti traggo ispirazione dalla vita reale e da quello che mi succede .
Quando mi fotografo sono sempre sola, e l’unica compagnia come quando ero ragazza è un disco velvet and nico. I Velvet underground sono sempre molto d’ispirazione.
Altra grande ispirazione mi è data dal cinema, più precisamente da alcuni direttori della fotografia e dalla loro grande capacità di raccontare il sentimento con la luce.
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Cosa c’è sulla tua scrivania?
Cosa c’è sulla mia scrivania …. una foto sarebbe l’ideale per descrivervi il mio fantastico mondo! Vi posso elencare di tutto e di più, dal pc alla stampante, fogli di carta puliti e disegnati, pennelli e colori, creme per tenere idratati i tatuaggi, macchine fotografiche istantanee, lampade, bicchieri vuoti pacchetti di sigarette pieni e vuoti, rullini scaduti, penne, matite, anelli, occhiali da sole e la scatola dei biscotti di Lou.
Drovei prendermi una scrivania più piccola!
I tuoi eroi nella vita reale.
Il numero uno dei miei eroi è il mio papà. 
Una vita pieni di sacrifici, un lavoro molto pesante, mai una vacanza, mai uno strappo alla regola. Sempre pronto ad affrontare ostacoli, non si arrende mai per garantire una vita tranquilla alla famiglia.
Una persona silenziosa ma piena di esperienze  che ogni giorno aiuta me a non sbagliare e a non fermarmi mai.
3 cose che ami e (3 che odi) di Roma
Roma è sempre stata un mio grande sogno quando vivevo a Novara, la desideravo, la volevo, l’ho scelta come mia nuova casa!

Le tre cose che amo: 
- i suoi tetti terrazzo! pieni di antenne e di lenzuola stese. adoro questo panorama- le sue mille voci, tutte diverse- la sua grande accoglienza.Le tre cose che odio:- i mezzi pubblici in ritardo- i cafoni nel traffico- il prontosoccorso
 Cosa ti piace di Tumblr?
Per una malata d’immagini come me, adoro guardare il gusto e la capacità di molti artisti, notare le tendenze e osservarne gli sviluppi.
Grazie  a Tumblr sono riuscita ad esporre il mio lavoro senza censure e senza vergogne ricevendo complimenti e stimoli per continuarlo al meglio.
Blog preferiti?
Come ho già detto prima adoro guardare immagini e di conseguenza preferisco blog di raccolte, dove si spazia dalla fotografia dei grandi fotografi, dipinti, fotogrammi di film, fotografie erotiche, illustrazione. Adoro immaginarli come contenitori capaci di darmi consigli!
Non me la sento di indicare un blog specifico!

Grazie Elena!

Foto: Elena Pellizzon

      Nome: Elena Pellizzon

      Blog: PHOTODIARY (NSFW)

      Primo post: Ottobre 2012

      Elena è una giovane e talentuosa fotografa di Novara trapiantata a Roma, il suo diario e il suo progetto personale, El’s Project, sono ricchi di scatti evocativi e spudorati (NSFW gente!). Non abbiamo resistito, le abbiamo fatto le nostre sette domande del mese.

      Come è nata la tua passione per la fotografia?

      Da ragazzina mi rendeva triste il fatto che nessuno mi scattasse una foto o che non si scattassero foto in generale, era brutto non possedere una scatola piena di fotografie per ricordare momenti e situazioni.
      Chiesi come regalo di compleanno una macchina fotografica e iniziai a scattare fotografie alla mia famiglia, ai miei amici e ai paesaggi.
      L’iscrizione al liceo artistico e l’inizio del corso di camera oscura segnarono il mio vero inizio, con un approccio più serio e personale alla fotografia, ricercando sempre di più l’intimo e non più la vera realtà.
      EL’s project nasce proprio da questo, nasce alla fine del liceo e continua ancora oggi, una serie di autoritratti in cui parlano gli stati d’animo . 
      Un lavoro fotografico per accettarmi e per guardarmi.
      Da ricordare me stessa a raccontare me stessa.

      Dove trai ispirazione per i tuoi scatti?

      Per i miei autoritratti traggo ispirazione dalla vita reale e da quello che mi succede .
      Quando mi fotografo sono sempre sola, e l’unica compagnia come quando ero ragazza è un disco velvet and nico. I Velvet underground sono sempre molto d’ispirazione.
      Altra grande ispirazione mi è data dal cinema, più precisamente da alcuni direttori della fotografia e dalla loro grande capacità di raccontare il sentimento con la luce.

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    • Nome: Valentino B.
Blog: Violentino
Primo Post: febbraio 2012
Di Valentino sappiamo veramente poco, ma il suo blog ci è piaciuto così tanto che abbiamo deciso di intervistarlo nello spazio mensile dedicato ai nostri bellissimi utenti tumbleri. Please enjoy!
Chi è Violentino?
La domanda più difficile; sia perché non mi piace parlare di me stesso, sia perché nemmeno io lo so.
Semplicemente mi definirei un giovane illustratore e architetto (non so quale dei due debba avere la precedenza). Scrivo poco e preferisco disegnare, parlo ancora meno perché ad ascoltare si imparano più cose.
Il resto potete immaginarlo dai miei disegni. Anche se vi fate un’idea sbagliata sarà comunque migliore della realtà, perché ciò che immaginiamo è sempre più interessante e coinvolgente della vita reale
Se dovessi incontrare il te stesso di 10 anni fa, che consigli ti daresti?
Di non aver paura, di rischiare, di sperimentare ancora di più.
Cosa c’à sulla tua scrivania?
Molte meno cose di quanto potresti immaginare, tanti fogli vecchi, buste riciclate, alcune biro nere, delle monografie, uno scanner e poco altro tra cui un computer, che però rappresenta l’1% dell’intero processo creativo.
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Devi illustrare la copertina di un disco: quale?
E’ una scelta difficile, potrei scegliere uno dei miei dischi preferiti dei Black Flag oppure qualcosa che sento più vicino al mio immaginario come Alexander Tucker o i 13th Floor Elevator.
Nel dubbio scelgo una via di mezzo e dico Spacemen 3, The Perfect Prescription. L’unico disco che riesce a mettermi in pace con me stesso.
3 consigli per chi non ha mai visto Stoccolma ma muore dalla voglia di andarci
Questa è molto personale e probabilmente ciò che consiglio non interesserà a molti, comunque dico la mia.
dovreste visitarla sia d’estate che di inverno per poter capire quanto la natura possa ancora influenzare l’uomo;
visitate assolutamente il cimitero di Asplund e fatevi un giro nell’arcipelago;
mangiate le cose più strane.
Cosa ti piace di Tumblr?
Mi piace la facilità di accesso a contenuti così disparati su di un’unica piattaforma.
Ammiro e invidio la passione e la competenza di alcuni utenti. 
Blog preferiti?
Seguo e sono interessato a moltissimi blog, molto di più di quelli che sono realmente  interessati al mio. Ne scelgo 3 piuttosto diversi ma riconducibili ai miei interessi principali; Padania Classics, l’estetica del non luogo e la non-poesia del nord Italia, perché sono affascinato dal brutto quanto lo sono dal bello; Caravaggista, arte classica perché dopo aver sorpassato la fase adolescenziale di ripudio di ogni cosa etichettata come vetusta o conservatrice ne ho capito la forza evocativa; Architecture of Doom, innanzitutto perché sono un architetto e poi perché raccoglie in modo filologico molte perle d’architettura.
Grazie Valentino!
Foto: Violentino

      Nome: Valentino B.

      Blog: Violentino

      Primo Post: febbraio 2012

      Di Valentino sappiamo veramente poco, ma il suo blog ci è piaciuto così tanto che abbiamo deciso di intervistarlo nello spazio mensile dedicato ai nostri bellissimi utenti tumbleri. Please enjoy!

      Chi è Violentino?

      La domanda più difficile; sia perché non mi piace parlare di me stesso, sia perché nemmeno io lo so.

      Semplicemente mi definirei un giovane illustratore e architetto (non so quale dei due debba avere la precedenza). Scrivo poco e preferisco disegnare, parlo ancora meno perché ad ascoltare si imparano più cose.

      Il resto potete immaginarlo dai miei disegni. Anche se vi fate un’idea sbagliata sarà comunque migliore della realtà, perché ciò che immaginiamo è sempre più interessante e coinvolgente della vita reale

      Se dovessi incontrare il te stesso di 10 anni fa, che consigli ti daresti?

      Di non aver paura, di rischiare, di sperimentare ancora di più.

      Cosa c’à sulla tua scrivania?

      Molte meno cose di quanto potresti immaginare, tanti fogli vecchi, buste riciclate, alcune biro nere, delle monografie, uno scanner e poco altro tra cui un computer, che però rappresenta l’1% dell’intero processo creativo.

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    • Nome: Kon-igi
Blog: Sono qua i droidi che state cercando…
Primo post: ottobre 2011
Intervista del mese Tumblr-star edition!
Questo mese le nostre sette domande le abbiamo fatte ad un utente che non ha bisogno di presentazioni, il Dottor Kon-igi. Godetevelo:
Chi è Kon-igi?
Sono un semplice quarantenne con la faccia del cinquantenne, la prostata di un settantenne e l’entusiasmo di un ventenne (strafatto di ketamina). Approdo su Tumblr nel Settembre 2011 deluso che le mie gif animate su Facebook rimanessero sempre ferme e indispettito dal fatto che il Moige mi avesse dedicato un’intera sezione di mamme isteriche la cui missione era segnalarmi tutte le volte che accendevo il PC.
Credo fortemente nel mutuo soccorso e per questo metto le mie conoscenze al servizio degli altri, casomai qualcuno un giorno si dovesse trovare a scappare da un’orda di zombie rallentato da una cistite acuta da candidosi.
La mia casella degli ask è sempre aperta a tutti, ma mi incazzo come una biscia quando la gente spegne le sigarette nelle tazzine del caffè o non usa i sottobicchieri.
Prossimamente farò un salto di qualità e mi lancerò sui mercati mondiali: per la mia linea di prodotti ho scelto un claim molto diretto che tradotto in italiano suona più o meno 'Se si rompe un osso CHI CHIAMERAI?' e poi entrano in scena un gruppo di ballerine con zaino protonico e visori ectoplasmatici che rispondono 'KON-IGI!'. Me lo hanno censurato in 27 paesi e qua da noi lo passano in seconda serata e solo nei circoli Arci della provincia di Parma.
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Top tre dei peggiori messaggi anonimi ricevuti?
Brucerai all’inferno per tutta l’eternita!!!!!!!!
Ma gli zombi sono veri o scherzi?
Dottore ho saltato il ciclo e ora ho le mestruazioni dal naso
Se potessi tornare indietro nel tempo cosa consiglieresti al te stesso di 10 anni fa?
Nessun contatto diretto o si creerebbe una singolarità nel continuum spazio-tempo con l’annientamento di questa parte di universo conosciuto, però mi lascerei un biglietto sotto il cuscino con su scritto: 'Quello non è un portafoglio caduto sul bordo della strada, ma se proprio ti devi fermare con la macchina in cima alla salita per prenderlo, il freno a mano tiralo un po' di più'. Sì, sono recidivo…
I tuoi eroi nella vita reale?
Piango come un bambino tutte le volte che ascolto The Pale Blue Dot di Carl Sagan. Direi tutte quelle migliaia di ricercatori mossi da sincera passione, che lottano quotidianamente contro l’ignoranza e per rendere questo ‘minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole’ un posto più umano.
Colonna sonora ideale per l’apocalisse zombie?
Don’t stop me now dei Queen se il pubblico vuole un musical per grandi e piccini, altrimenti sempre e prepotentemente Be Quick Or Be Dead degli Iron Maiden.
Cosa ti piace di Tumblr?
Che mia mamma non può commentare con post imbarazzanti sul mio conto, anche se credo che metà degli ask anonimi siano suoi.
Blog preferiti?
Qua devo andare con i piedi di piombo altrimenti scatta la rappresaglia…in ordine sparso (e non sono tutti): 3 nanosecondi dopo i nostri guai del buon 3nding, perché è sempre sul pezzo d’attualità e perché il pomeriggio viene ad aiutarmi a tagliare la legna e a dar da mangiare alle galline; Madonnaliberaprofessionista, se volete sapere tutto su come caricarvi le cartucce a casa o forgiare una lama; lo spietato iceageiscoming.tumblr.com, la persona meno accomodante e più critica sulla faccia di Tumblr; quell’infame(!) di kitchenbrain, che ci promette cibo che nessuno di noi avrà mai la minima possibilità di riproporre alla stessa maniera sulla propria tavola; Yomersapiens, che non ha bisogno delle mie preferenze o presentazioni; l’arguto autolesionistra, che scrive poco ma colpisce sempre nel segno. 
Poi gli articolo scientifici di science-junkie.tumblr.com e l’erudita thec8h10n4o2.tumblr.com, le recensioni cinefile di quattroperquattro.tumblr.com, la balcanicità di sovietcigarettesandstuff.tumblr.com e tutti quelli che con la loro presenza in dash mi forniscono una valida alternativa all’emigrazione su due piedi nelle Terre di Mezzo. Uh…quasi dimenticavo la mia vecchia amica Microlina senza la quale non avrei mai conosciuto Tumblr (e alla quale, per questo, perdono la sua Richardarmitage Addiction).
Grazie Doc!
ps, il dottor Kon lo trovate anche qui.
Foto: Kon-igi

      Nome: Kon-igi

      Blog: Sono qua i droidi che state cercando…

      Primo post: ottobre 2011

      Intervista del mese Tumblr-star edition!

      Questo mese le nostre sette domande le abbiamo fatte ad un utente che non ha bisogno di presentazioni, il Dottor Kon-igi. Godetevelo:

      Chi è Kon-igi?

      Sono un semplice quarantenne con la faccia del cinquantenne, la prostata di un settantenne e l’entusiasmo di un ventenne (strafatto di ketamina). Approdo su Tumblr nel Settembre 2011 deluso che le mie gif animate su Facebook rimanessero sempre ferme e indispettito dal fatto che il Moige mi avesse dedicato un’intera sezione di mamme isteriche la cui missione era segnalarmi tutte le volte che accendevo il PC.

      Credo fortemente nel mutuo soccorso e per questo metto le mie conoscenze al servizio degli altri, casomai qualcuno un giorno si dovesse trovare a scappare da un’orda di zombie rallentato da una cistite acuta da candidosi.

      La mia casella degli ask è sempre aperta a tutti, ma mi incazzo come una biscia quando la gente spegne le sigarette nelle tazzine del caffè o non usa i sottobicchieri.

      Prossimamente farò un salto di qualità e mi lancerò sui mercati mondiali: per la mia linea di prodotti ho scelto un claim molto diretto che tradotto in italiano suona più o meno 'Se si rompe un osso CHI CHIAMERAI?' e poi entrano in scena un gruppo di ballerine con zaino protonico e visori ectoplasmatici che rispondono 'KON-IGI!'. Me lo hanno censurato in 27 paesi e qua da noi lo passano in seconda serata e solo nei circoli Arci della provincia di Parma.

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    • Nome: Simone Angelini e Marco Taddei

Blog: Anubi in the sky with diamonds

Primo post: gennaio 2014

Anubi in the sky with diamonds è il blog del nuovo progetto editoriale di Simone Angelini (fumettista) e Marco Taddei (scrittore). Ce ne hanno parlato - di questo e di altro - nella nostra intervista mensile.

Cos’è Anubi e come è nata l’idea?

Simone: Anubi è il nostro primo lavoro “lungo” a fumetti, avendo finora sperimentato solo il racconto breve. Come personaggio è nato per caso da una frase di Marco “Anubi è felice di essere il dio cane” battuta a macchina su un foglietto durante un fiera, che ho prontamente illustrato con questo cane nero in catene con occhio stellato, tutt’altro che felice della sua condizione. Che poi non sia uno sciacallo non credo sia importante ma da li è partito tutto. 

Marco: Ebbene sì, Anubi è un “romanzone”. Formalmente vede me ai testi e Simone ai disegni. E’ un racconto lungo, denso di eventi e personaggi. Come diceva Simone, parla di Anubi - né più e né meno il dio dei morti degli Egiziani - ridotto alla larvale vita banale della provincia urbanizzata. Non ci sono spiegazioni per il suo stato, c’è solo la sua vita estenuante, tra vicoli, ubriaconi da bar, avventure assai misere, droghe, gente fuori di testa, assistenti sociali, mattatoi, vicini di casa in canottiera, gravidanze scomode. Assieme a lui c’è persino Horus, dio inetto anche lui, sfinito dall’abuso di farmaci, ma non è un fumetto pulp anzi è proprio il contrario, una specie di breviario, una preghiera, un racconto di innocenti buggerati dalla vita.

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Voi avete già fatto un bel percorso insieme, vi va di parlarcene?

Marco: Abbiamo fatto tanta strada assieme, superato un sacco di ostacoli e ucciso una miriade di mostri di fine livello. Ma tutto è iniziato da un semplice incontro come le più crudeli storie di serial killer americani: ci siamo conosciuti all’interno di Cartastraccia, una fanzine che pascolava per le strade di Pescara attorno al 2011. Nel 2012 abbiamo deciso di fare un progetto assieme seguendo l’idea più semplice di collaborazione: io ai testi e lui ai disegni. E’ nata così la raccolta Storie Brevi e Senza Pietà pubblicata dai ragazzi della Bel-Ami Edizioni. L’anno seguente l’editore, probabilmente soddisfatto dal risultato, ci ha detto che potevamo lanciarci in un seguito ed allora abbiamo focalizzato le nostre forze per produrre Altre Storie Brevi e Senza Pietà. In questo momento stiamo andando in giro per promuovere proprio Altre Storie. Tra una tappa e l’altra, nelle pause, mettiamo mano al nostro caro vecchio Anubi. E a dei campari.Simone: Parli di quello al Sert o di quello artistico? o del futuro? ANUBI avrà bisogno di un editore e noi di soldi!

3 fumetti italiani contemporanei che consigliereste a chi non ne ha mai letti?

Simone: Qui tocchi un tasto dolente, in Italia ci sono grandissimi disegnatori e illustratori sincronizzati perfettamente con il gusto internazionale, ma c’è poca ciccia nelle storie. Sogno di trovare fumetti capaci di essere non solo un bell’oggetto da ammirare. Il fumetto per me è linguaggio, sperimentazione e queste caratteristiche le ho trovate negli ultimi anni solo in una decina di pubblicazioni, tra queste ne estraggo tre a caso, Trama di Ratigher, Oceania Boulevard di Marco Galli ed il nostro Altre storie brevi e senza pietà

Marco: Bene, siccome Simone ha già pensato alla pubblicità io posso pure divagare un po’. Premettendo che faccio più caso allo sviluppo della storia che allo stile del disegno, più che fumetti potrei indicarti più autori che altro. Ti Confermo Ratigher ed aggiungo Fabio Cesaratto. Ma ti consiglio anche Luke di Alice Socal, un fumetto matto e disperatissimo della Giuda Edizioni.

Se poteste disegnare un film quale scegliereste?

Marco: Sono scarso a disegnare ma il cinema mi esalta! Mi piacerebbe ridisegnare di tutto col mio stile decerebrato: L’Infanzia di Ivan di Tarkovskji, Giulietta degli Spiriti, Gola Profonda. Tutto tranne Muccino, ben inteso.Simone: L’Armata delle tenebre di Nanni Moretti.

Cosa c’è sulla vostra scrivania? 

Simone: Un pc, una sasso con scritto “Michela” ed un fiore, il pupazzetto di un marinaio con un pesce morto in una mano e un sigaro nell’altro, dei libri e fogli sparsi. Tutto l’ambaradan per il disegno è dentro un bobby affianco la scrivania.

Marco: Non ho una scrivania vera e propria. Diciamo che casa mia è una sconfinata scrivania. Adesso sto scrivendo sopra un lack nero comprato ad Ikea l’anno scorso: ho sotto gli occhi un monografia di Altan, il Melzi aperto sulla pagina “Missilisitica”, del materiale pornografico, un cumulo di spicci di nichel, il numero 3 di Lok, un righello da trenta centimetri, una marea di agendine piene di appunti illeggibili (anche da me) ed un bel po’ di polvere.

Cosa vi piace di Tumblr?

Marco: L’offerta di ispirazione è infinita, quasi un’emorragia.

Simone: Che è un serbatoio inesauribile di cose interessanti

Blog preferiti?

Simone: Sarò spudoratamente di parte, i miei blog preferiti sono i miei blog cioè Simone Angelini, Canale delle Mazzate (un torneo di wrestling-disegnato con altri fumettisti), PICS Festival (dedicato al festival di fumetto che ho messo in piedi a Pescara).



Marco: Eh eh. Io consiglio i tumblr di Daniele Castellano e quello di Kevin Lucbert e Eduard Baribeaud oltre a Writers no one reads, dove potete trovare una gran quantità di scrittori che nessuno conosce ma per cui vale la pena tagliarsi il mignolo. Ah, e ovviamente anche il mio: La mia esperienza è conclusa :-)

Grazie Ragazzi!

      Nome: Simone Angelini e Marco Taddei

      Blog: Anubi in the sky with diamonds

      Primo post: gennaio 2014

      Anubi in the sky with diamonds è il blog del nuovo progetto editoriale di Simone Angelini (fumettista) e Marco Taddei (scrittore). Ce ne hanno parlato - di questo e di altro - nella nostra intervista mensile.

      Cos’è Anubi e come è nata l’idea?

      Simone: Anubi è il nostro primo lavoro “lungo” a fumetti, avendo finora sperimentato solo il racconto breve. Come personaggio è nato per caso da una frase di Marco “Anubi è felice di essere il dio cane” battuta a macchina su un foglietto durante un fiera, che ho prontamente illustrato con questo cane nero in catene con occhio stellato, tutt’altro che felice della sua condizione. Che poi non sia uno sciacallo non credo sia importante ma da li è partito tutto. 

      Marco: Ebbene sì, Anubi è un “romanzone”. Formalmente vede me ai testi e Simone ai disegni. E’ un racconto lungo, denso di eventi e personaggi. Come diceva Simone, parla di Anubi - né più e né meno il dio dei morti degli Egiziani - ridotto alla larvale vita banale della provincia urbanizzata. Non ci sono spiegazioni per il suo stato, c’è solo la sua vita estenuante, tra vicoli, ubriaconi da bar, avventure assai misere, droghe, gente fuori di testa, assistenti sociali, mattatoi, vicini di casa in canottiera, gravidanze scomode. Assieme a lui c’è persino Horus, dio inetto anche lui, sfinito dall’abuso di farmaci, ma non è un fumetto pulp anzi è proprio il contrario, una specie di breviario, una preghiera, un racconto di innocenti buggerati dalla vita.

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    • Nome: Elena Morelli

Blog: A Visible Sign Of My Own

Primo Post: Agosto 2012

Elena Morelli è una fotografa toscana che vive tra un paesino dell’entroterra versiliese e Bologna, sul suo blog posta i paesaggi mistici e meravigliosi che fotografa. Le abbiamo rotto le scatole per la nostra intervista tumblera del mese.

Come è nata la tua passione per la fotografia?

Con la musica. Ho sempre amato tantissimo la musica indie/alternative, e una sera di marzo del 2005, durante un live di Sondre Lerche al vecchio Estragon di Bologna, mi resi conto di avere una grande voglia di scattare foto ai concerti. È diventata una passione sempre più importante, che mi ha portata a viaggiare un sacco, vedere posti dove forse altrimenti non sarei mai stata, e a fare decine di migliaia di foto, pubblicate su svariate riviste e siti in Italia e in tutto il mondo.

Da due/tre anni ho smesso di scattare sotto il palco. Ci sono momenti in cui mi manca un po’, ma non sono sicura di volere davvero ricominciare a fare foto di concerti. Di certo, è qualcosa che mi ha regalato un mare di ricordi ed esperienze belle – oltre alla passione per la fotografia, che è rimasta e anzi cresciuta in me.

Le foto del tuo blog da dove vengono invece?

Vorrei tantissimo poter viaggiare – sono talmente tanti i luoghi che vorrei visitare che per non dimenticarne nessuno me li appunto su una lunga, lunghissima lista – ma purtroppo negli ultimi due anni non mi sono praticamente mai spostata da casa. Per cui, quasi tutte le foto che pubblico sul blog sono state scattate in Versilia, o comunque tra le province di Lucca, Massa-Carrara e Pistoia; alcune letteralmente a cinque minuti a piedi da casa mia. In ogni caso, sono tutti paesaggi italiani: oltre a quelli toscani, ce ne sono alcuni liguri, altri alpini, e una discreta quantità della provincia di Modena, in particolare di un posto che adoro, il Lago Santo.

Se potessi tornare indietro nel tempo, che consigli daresti alla te stessa di 10 anni fa?

Credo che mi consiglierei di tenere bene a mente un paio di cose. Comprarmi molto, molto prima il mio 16-35mm; e soprattutto, ritagliarmi un po’ di tempo per vivere davvero i luoghi che ho visitato fotografando concerti e festival: all’epoca mi dicevo ‘Che meraviglia questa città! Oh, quanto adoro questi paesaggi! Poi ci tornerò con calma’, ma naturalmente non ci sono mai tornata, e mi dispiace davvero tanto non essermi organizzata meglio – logisticamente ed economicamente – allora.

Cosa c’è sulla tua scrivania?

Il mio iMac 24”, il mio iPhone, una lampada da tavolo, un portapenne, un vecchio pareo da mare che adesso uso per coprire lo schermo del computer quando è spento, e un plaid ripiegato: la mia gatta salta spesso sul tavolo quando sono al pc, e le piace acciambellarsi lì e dormicchiare accanto a me.

3 consigli per chi visita Bologna per la prima volta.

Perdersi nelle vie e nei vicoli del centro: tra i colori dei palazzi, i portici, gli intonaci scrostati e gli altarini votivi, le chiese, le piazze e le torri. Lanciando sempre uno sguardo dietro ai portoni aperti, perché possono nascondere scorci stupendi, e a volte anche veri e propri mondi – quasi minuscole città nella città, con giardini strade e cortili.

Poi, gustare le specialità della cucina bolognese in posti come la Trattoria dell’Autotreno, o Bertino in via delle Lame, o Vito in via Musolesi.

E infine, inevitabilmente: andare a vedere un concerto al Covo, in viale Zagabria.

Cosa ti piace di Tumblr?

Probabilmente, la facilità di condivisione dei contenuti. E i cuoricini che volteggiano sullo schermo quando si fa ‘like’ a un post che ci piace: ma quanto sono carini?

Blog preferiti?

Ce ne sono davvero tanti, ed è difficile citarne solo alcuni; dovendo sceglierne tre, magari di non abbastanza conosciuti, citerei quelli di Cody Cob, di Rachel Bellinsky e di Tyler Forest-Hauser.

Grazie Elena :)

Foto: Elena Morelli

      Nome: Elena Morelli

      Blog: A Visible Sign Of My Own

      Primo Post: Agosto 2012

      Elena Morelli è una fotografa toscana che vive tra un paesino dell’entroterra versiliese e Bologna, sul suo blog posta i paesaggi mistici e meravigliosi che fotografa. Le abbiamo rotto le scatole per la nostra intervista tumblera del mese.

      Come è nata la tua passione per la fotografia?

      Con la musica. Ho sempre amato tantissimo la musica indie/alternative, e una sera di marzo del 2005, durante un live di Sondre Lerche al vecchio Estragon di Bologna, mi resi conto di avere una grande voglia di scattare foto ai concerti. È diventata una passione sempre più importante, che mi ha portata a viaggiare un sacco, vedere posti dove forse altrimenti non sarei mai stata, e a fare decine di migliaia di foto, pubblicate su svariate riviste e siti in Italia e in tutto il mondo.

      Da due/tre anni ho smesso di scattare sotto il palco. Ci sono momenti in cui mi manca un po’, ma non sono sicura di volere davvero ricominciare a fare foto di concerti. Di certo, è qualcosa che mi ha regalato un mare di ricordi ed esperienze belle – oltre alla passione per la fotografia, che è rimasta e anzi cresciuta in me.

      Le foto del tuo blog da dove vengono invece?

      Vorrei tantissimo poter viaggiare – sono talmente tanti i luoghi che vorrei visitare che per non dimenticarne nessuno me li appunto su una lunga, lunghissima lista – ma purtroppo negli ultimi due anni non mi sono praticamente mai spostata da casa. Per cui, quasi tutte le foto che pubblico sul blog sono state scattate in Versilia, o comunque tra le province di Lucca, Massa-Carrara e Pistoia; alcune letteralmente a cinque minuti a piedi da casa mia. In ogni caso, sono tutti paesaggi italiani: oltre a quelli toscani, ce ne sono alcuni liguri, altri alpini, e una discreta quantità della provincia di Modena, in particolare di un posto che adoro, il Lago Santo.

      Se potessi tornare indietro nel tempo, che consigli daresti alla te stessa di 10 anni fa?

      Credo che mi consiglierei di tenere bene a mente un paio di cose. Comprarmi molto, molto prima il mio 16-35mm; e soprattutto, ritagliarmi un po’ di tempo per vivere davvero i luoghi che ho visitato fotografando concerti e festival: all’epoca mi dicevo ‘Che meraviglia questa città! Oh, quanto adoro questi paesaggi! Poi ci tornerò con calma’, ma naturalmente non ci sono mai tornata, e mi dispiace davvero tanto non essermi organizzata meglio – logisticamente ed economicamente – allora.

      Cosa c’è sulla tua scrivania?

      Il mio iMac 24”, il mio iPhone, una lampada da tavolo, un portapenne, un vecchio pareo da mare che adesso uso per coprire lo schermo del computer quando è spento, e un plaid ripiegato: la mia gatta salta spesso sul tavolo quando sono al pc, e le piace acciambellarsi lì e dormicchiare accanto a me.

      3 consigli per chi visita Bologna per la prima volta.

      Perdersi nelle vie e nei vicoli del centro: tra i colori dei palazzi, i portici, gli intonaci scrostati e gli altarini votivi, le chiese, le piazze e le torri. Lanciando sempre uno sguardo dietro ai portoni aperti, perché possono nascondere scorci stupendi, e a volte anche veri e propri mondi – quasi minuscole città nella città, con giardini strade e cortili.

      Poi, gustare le specialità della cucina bolognese in posti come la Trattoria dell’Autotreno, o Bertino in via delle Lame, o Vito in via Musolesi.

      E infine, inevitabilmente: andare a vedere un concerto al Covo, in viale Zagabria.

      Cosa ti piace di Tumblr?

      Probabilmente, la facilità di condivisione dei contenuti. E i cuoricini che volteggiano sullo schermo quando si fa ‘like’ a un post che ci piace: ma quanto sono carini?

      Blog preferiti?

      Ce ne sono davvero tanti, ed è difficile citarne solo alcuni; dovendo sceglierne tre, magari di non abbastanza conosciuti, citerei quelli di Cody Cob, di Rachel Bellinsky e di Tyler Forest-Hauser.

      Grazie Elena :)

      Foto: Elena Morelli

    • Nome: Francesco Satanassi
Blog: Hanno detto che piove
Primo post: Aprile 2010
Francesco è uno scrittore trentaduenne di Forlì, di quelli che si autoproducono e autodistribuiscono, e la cosa ci ha molto incuriosito. Sul suo blog posta un sacco di cose interessanti e spesso, in un modo o nell’altro, coinvolge i lettori nel suo lavoro. Nonostante dica di odiare i Queen (ma perché?), gli abbiamo fatto le nostre sette domande del mese. 


Ormai sei già al tuo secondo e-book, come ti sei imbarcato nell’avventura dell’autoproduzione e cosa consiglieresti a chi sta considerando la stessa strada?

In realtà “Fatti a metà” è il mio secondo libro ma il primo e-book (prima era solo cartaceo), presto però ce ne sarà un secondo che sto preparando da qualche giorno. Ho scelto l’autoproduzione (nulla contro l’editoria classica, anzi) per un motivo molto semplice: ho un amico che aveva fatto la stessa cosa e mi sono detto “perché no?”. Alla fine, nel piccolo, la cosa ha funzionato. Poi inaspettatamente mi sono primo tra i libri di racconti scaricati gratis su amazon.it e questa cosa mi ha fatto molto piacere. Il mio consiglio è uno solo: avere pazienza, non fare tutto in fretta soltanto per vedere il proprio libro pronto e “in vetrina”, perché poi non si torna indietro. I lettori, per fortuna, non perdonano.
Da quali autori trai ispirazione?
Leggo soprattutto autori delle mie zone (Cavina, Morozzi, Nori), ma anche un sacco di roba su internet, c’è un sacco di gente brava là in mezzo. L’ispirazione in realtà la prendo da tutto e niente. Sicuramente moltissimo dalla mia vita e dai miei ricordi di bambino, ma in genere qualsiasi cosa può ispirarti un racconto. No, aspetta, ho scritto una cazzata. Io non prendo ispirazione da niente, veramente, scrivo quando accendo il computer e quando mi va. L’immagine dello scrittore che scrive quando è depresso e malinconico non esiste a meno che tu non sia - inserire qui nome di scrittore morto e famoso - perciò boh. Ho risposto alla domanda?
[[MORE]]
Cosa fai quando non scrivi?
Indosso un maglione di lana, stringo una tazza fumante in mano e dalla finestra contemplo il mare d’inverno rileggendo le mie migliori opere. Ahah. No, dai. Alla fine faccio la spesa, bevo le birre, porto fuori il cane, leggo, mangio il gelato.
Se potessi tornare indietro dal te stesso di 10 anni fa che consigli ti daresti?
Dieci anni fa era il 2004, frequentavo un’università che non ho mai finito, cercavo una ragazza che non trovavo e alla fin fine mi divertivo con gente che non ho più visto. Che consiglio mi darei? Fatti crescere la barba, compra un paio di scarpe nuove e al primo appunto con Stefania provaci, perché la seconda volta è già troppo tardi.
Cosa c’è sulla tua scrivania?
Matite colorate mai usate, i libri del Quando, Dove, Come e Perché, un corso di spagnolo in dvd mai fatto e una montagna di fotografie che devo portare a un amico da circa due anni (tranquillo, Valdo, stasera te le porto, fidati).
Cosa ti piace di Tumblr?
Probabilmente la parola “tumblr” che ho imparato a pronunciare soltanto poche ore fa. E poi le domande che gli anonimi scrivono alle ragazze, giuro, leggere Cosa ne pensi della tettonica a zolle? o Mi sembri molto depressa da come scrivi, hai pensato di sc*pare di più? a volte sono i momenti più alti della mia giornata.
Blog preferiti?
Mah, ci sono un po’ di persone che seguo più regolarmente di altre, ma spesso mi perdo, mi dimentico. Posso dirti che quando limoni a colazione, scatolette  o polpette pubblicano qualcosa ci butto l’occhio sicuramente, poi va be’, carnaccia, ma era scontato. No?
Foto liberamente concessa da: Francesco Satanassi

      Nome: Francesco Satanassi

      Blog: Hanno detto che piove

      Primo post: Aprile 2010

      Francesco è uno scrittore trentaduenne di Forlì, di quelli che si autoproducono e autodistribuiscono, e la cosa ci ha molto incuriosito. Sul suo blog posta un sacco di cose interessanti e spesso, in un modo o nell’altro, coinvolge i lettori nel suo lavoro. Nonostante dica di odiare i Queen (ma perché?), gli abbiamo fatto le nostre sette domande del mese. 

      Ormai sei già al tuo secondo e-book, come ti sei imbarcato nell’avventura dell’autoproduzione e cosa consiglieresti a chi sta considerando la stessa strada?

      In realtà “Fatti a metà” è il mio secondo libro ma il primo e-book (prima era solo cartaceo), presto però ce ne sarà un secondo che sto preparando da qualche giorno. Ho scelto l’autoproduzione (nulla contro l’editoria classica, anzi) per un motivo molto semplice: ho un amico che aveva fatto la stessa cosa e mi sono detto “perché no?”. Alla fine, nel piccolo, la cosa ha funzionato. Poi inaspettatamente mi sono primo tra i libri di racconti scaricati gratis su amazon.it e questa cosa mi ha fatto molto piacere. Il mio consiglio è uno solo: avere pazienza, non fare tutto in fretta soltanto per vedere il proprio libro pronto e “in vetrina”, perché poi non si torna indietro. I lettori, per fortuna, non perdonano.

      Da quali autori trai ispirazione?

      Leggo soprattutto autori delle mie zone (Cavina, Morozzi, Nori), ma anche un sacco di roba su internet, c’è un sacco di gente brava là in mezzo. L’ispirazione in realtà la prendo da tutto e niente. Sicuramente moltissimo dalla mia vita e dai miei ricordi di bambino, ma in genere qualsiasi cosa può ispirarti un racconto. No, aspetta, ho scritto una cazzata. Io non prendo ispirazione da niente, veramente, scrivo quando accendo il computer e quando mi va. L’immagine dello scrittore che scrive quando è depresso e malinconico non esiste a meno che tu non sia - inserire qui nome di scrittore morto e famoso - perciò boh. Ho risposto alla domanda?

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    • Nome: Domenico Romeo

      Blog: Domenico Romeo

      Primo post: ottobre 2011

      Domenico è un giovane artista calabrese che nell’ultimo anno ha fatto molto parlare di se, grazie a opere come questa o questa quiIl suo tratto ricorda quello di un amanuense islamico, si è inventato un suo linguaggio e il suo stile è inconfondibile, se vi è capitato di vedere uno dei suoi pezzi di street art vi è sicuramente rimasto impresso.  

      Gli abbiamo fatto le nostre sette domande.

      Come è iniziato il tuo percorso artistico?

      Direi che nell’arte ci sono inciampato per caso. Ho sempre avuto a che fare con disegnini ma il primo progetto degno di nota, Sonniloqui,  l’ho realizzato circa due anni fa. Ho ricevuto come regalo di compleanno un kit per fare calligrafia e uno sketchbook A3, impugnato il pennino mi sono reso conto che adoravo perdermi nel flusso di segni che irrazionalmente derivavano dal gesto. Senza stare troppo a badare alla ricerca della lettera perfetta, volevo semplicemente che la mia mano componesse figure e utilizzasse lo strumento in modo alternativo. Così ho iniziato a fondere calligrafia e illustrazione per arrivare a un risultato visivamente potente e discretamente originale. Il lavoro fu apprezzato e richiesto, iniziai a lavorare con la galleria 999contemporary di Roma dove ho presentato il mio alfabeto in una mostra personale, ho portato il mio lavoro in strada su superfici di grandi dimensioni, e adesso sono qui a rispondere a questa intervista.   

      Come sviluppi le tue opere?

      Ciò che produco parla sempre di me, disegnando esterno una mia emozione, paura o stato d’animo. Parto dal prendere coscienza di ciò che voglio esprimere, scelgo il soggetto da rappresentare. Quindi progetto in modo da incastrare il testo che deve essere presente all’interno dell’opera. Ci sono lavori che risolvo in poche ore, altri che meritano giorni di riflessione. Non sempre si ha la predisposizione adatta a produrre. 

      Il tuo lavoro è ricco di influenze e stili differenti. Da dove (o da chi) trai ispirazione?

      Traggo molta ispirazione dalla letteratura specialmente a livello concettuale, Tolkien ha influenzato molto il mio percorso. A livello stilistico invece guardo al lavoro di 2501, Retna e ElSeed nella streetart, ma anche i calligrafi arabi contemporanei come Hassan Massoudi. Per molti aspetti mi sento molto influenzato dal giapponese Usugrow. 

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